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Maria Pia Abbracchio, Università Statale Milano: “L’apertura deI Tribunale europeo dei brevetti a Milano è una bella vittoria”

L’assegnazione a Milano della sede della terza sezione del Tribunale europeo dei brevetti (Tub), dopo Parigi e Monaco di Baviera, è “una bella vittoria”, oltre che una “gran bella notizia”, per Maria Pia Abbracchio, pro-rettrice alla Ricerca e all’Innovazione dell’Università Statale di Milano, che all’Adnkronos dice: “Io l’ho vissuta con molta soddisfazione” soprattutto perché “oltre alle due sedi già decise, e sostanzialmente intoccabili, la terza sede era Londra.

Quella stessa Londra che a suo tempo ci aveva portato via l’Ema, provocandoci una ferita che, come città e come regione, abbiamo fatto molta fatica a rimarginare perché avremmo davvero meritato di poterla ospitare.

Che poi, oltretutto, è stata successivamente spostata ad Amsterdam, rispetto alla quale, a mio avviso, eravamo molto più pronti”.

Quella decisione, ricorda la pro-rettrice della Statale, “fu giocata sul filo del singolo voto e fu sicuramente politica, andava al di là della preparazione tecnica e della capacità di accoglienza di un simile incarico da parte della città.

E ora, di nuovo, ce la siamo dovuta vedere con Londra che, dopo la Brexit, giustamente non può più essere un riferimento per questa, che è una cosa estremamente innovativa.

Ed è per questo che mi fa veramente piacere che sia stata nominata Milano”.

“Io -aggiunge- credo che questa nomina, inoltre, riconosca anche i progressi che abbiamo fatto negli ultimi anni, con l’incremento progressivo del numero di brevetti attivi di cui l’Italia si è resa protagonista”.

Il fatto è che “in Italia, purtroppo, non siamo ancora considerati degli ‘high innovator’ perché a fronte di moltissime domande di brevetto, che oltretutto riflettono la grande creatività dei nostri scienziati e dei nostri ricercatori, oltre che l’eccellenza della nostra ricerca, abbiamo una maggiore difficoltà nel portare i brevetti a termine, la cosiddetta messa a terra”.

Questo, tuttavia, “è un problema sul quale il Paese sta lavorando”.

E allora, “affidare a Milano questa centralità vuol dire riconoscere i progressi fatti in questi ultimi anni in cui siamo riusciti a raddoppiare il numero dei brevetti attivi; vuol dire dare un riconoscimento alla città, e al Paese, per gli investimenti fatti”.

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