“Noi puntiamo a incrementare la mobilità dei talenti tra gli atenei a livello nazionale ed europeo. Dobbiamo creare uno spazio di ricerca europeo che consenta ai nostri ricercatori di acquisire esperienze all’estero e all’Italia di risultare attrattiva per chi viene da fuori”. Così il ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, in una intervista a Il Foglio. “È necessario – ha aggiunto il ministro Messa – parificare lo stato giuridico del ricercatore. La Carta del ricercatore europeo fissa princìpi fondamentali ma va resa più concreta: senza un minimo di garanzie comuni su pensionamento e assistenza sanitaria, un ricercatore non si trasferisce all’estero”.
E, riguardo il tema dei ricercatori italiani tra i meno pagati d’Europa, il Ministro ha ricordato che “il problema dei bassi salari riguarda ricercatori, docenti e personale tecnico-amministrativo. Senza un supporto di qualità, il ricercatore passa l’80 percento del tempo tra le carte bollate, abbiamo un personale altamente qualificato, addirittura con dottorati di ricerca, stipendiato con mille euro al mese”. “La ricerca è l’ancella di ogni finanziaria, per anni abbiamo potuto rinnovare soltanto il venti percento del personale universitario, i tagli hanno interrotto un’intera generazione. Oggi però le risorse ci sono, servono le riforme”, ha sottolineato Messa








