Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Margaret Karram (Presidente Movimento dei Focolari): «Le donne hanno un ruolo importante nello sviluppo della società. La più grande sfida di oggi? La prossimità»

«La questione femminile non riguarda soltanto le donne ma riguarda lo sviluppo sano, giusto e onesto di tutta la società». Lo afferma Margaret Karram, nuova presidente del Movimento dei Focolari.

«Papa Francesco più volte ha sottolineato l’importanza di coinvolgere maggiormente le donne nei processi di discernimento e di decisioni», dichiara. «Mi sembra che stia avvenendo anche all’interno della Chiesa e nella governance vaticana. Chiara era una donna di Dio, una donna libera, appassionata e coraggiosa. E una volta disse: “la donna ha la particolare capacità di saper amare e saper soffrire. Sa raccogliere dal cielo il più grande carisma che esiste: la carità, che supera tutti i carismi perché la carità resterà anche nell’altra vita. È la carità che bisogna portare nel mondo”».

Margaret Karram succede a Maria Voce ed è stata votata in Assemblea il 31 gennaio scorso. Araba, cristiana-cattolica, nata ad Haifa, in Terra Santa, 59 anni fa, si è laureata in Ebraismo all’Università ebraica di Los Angeles, negli Stati Uniti. È la seconda presidente del Movimento dei Focolari dopo la morte della fondatrice Chiara Lubich.

«Anche Chiara a Trento ha sentito il rumore delle bombe», spiega in un’intervista al Servizio informazione religioso della Cei. «È corsa nei rifugi. Ha camminato tra le macerie. Ha visto la sua casa distrutta e la gente che moriva. Ha pianto, asciugato lacrime e consolato. Chiara ha visto la durezza e la crudeltà della guerra. Ha vissuto la povertà ed ha voluto risolvere i problemi sociali della sua città».

«Di fronte all’orrore della guerra, Chiara si è lasciata interpellare e oltre a pregare, ha preso il Vangelo in mano e con le sue prime compagne lo ha vissuto sul serio, partendo dal testamento di Gesù: “che tutti siano uno”. Sono convinta che la pace nasca prima di tutto nel cuore di ciascuno di noi. Solo se abbiamo la pace nel cuore possiamo agire, essere attenti a chi ci sta vicino, aprirci all’umanità attorno a noi. Solo così possiamo costruire una fraternità e una pace duratura. Altrimenti, sono solo parole e la pace, un’utopia».

«C’è un grido dell’umanità che ci tocca in modo particolare ed è quello che si alza laddove c’è disunità. Disunità in famiglia, disunità tra le Chiese e fra i popoli. Disunità anche causate spesso e tante volte da conflitti e guerre. Perché questa è l’essenza del nostro carisma: ricomporre l’unità laddove si è spezzata e rendere questo mondo più armonioso e più in pace».

Oggi, prosegue Karram, «le sfide sono tante e molteplici». «Mi sembra però che quella della prossimità sia la più importante e la più impegnativa. La pandemia ha cambiato tutta la nostra vita e da vari punti di vista. Ci ha insegnato quanto sia importante oggi essere vicini alle persone, soprattutto a quelli che soffrono. Spesso i dolori sono inconsolabili. Molte persone hanno perso i propri cari. È aumentata la povertà».

«Nella Enciclica Fratelli Tutti, risuona l’invito di Papa Francesco a diventare prossimi gli uni degli altri. C’è una frase di Chiara che mi è di ispirazione: l’amore è qualcosa d’attivo, d’attivissimo. Domanda di non vivere più per se stessi, ma per gli altri. E ciò richiede sacrificio, fatica. Domanda a tutti di trasformarsi da uomini pusillanimi ed egoisti, concentrati sui propri interessi, sulle proprie cose, in piccoli eroi quotidiani che, giorno dopo giorno, sono al servizio dei fratelli, pronti a donare persino la vita in loro favore».

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.