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Ecco il tesoro offshore degli italiani. Vale il 10 per cento del Pil | L’analisi

È cresciuto lo stock di ricchezza finanziaria offshore, a livello globale, e in termini sia nominali che reali. Negli ultimi vent’anni ha raggiunto nel 2022 una cifra pari a 12.000 miliardi di dollari (il 12% del Pil planetario). Per l’Italia il valore della ricchezza finanziaria offshore è stimato nel 2022 in 198 miliardi di dollari (poco meno del 10% del Pil nazionale). Sono queste, in sintesi, le conclusioni principali della prima edizione del Global Tax Evasion Report, pubblicato oggi dall’Osservatorio Fiscale Europeo diretto dall’economista Gabriel Zucman e che verrà presentato a Roma il 13 novembre, in occasione del workshop “Evasione fiscale: dimensione del fenomeno e misure di contrasto”.

E, ancora, secondo il rapporto, gli utili delle multinazionali trasferiti dalle giurisdizioni a tassazione medio-alta d’impresa verso paradisi fiscali societari hanno raggiunto nel 2020 la cifra astronomica di 1.000 miliardi di dollari. Un ammontare equivalente a circa il 35% di tutti i profitti realizzati dai colossi corporate fuori dalle giurisdizioni delle relative imprese capogruppo. Le pratiche elusive delle multinazionali deprivano, su scala globale, gli erari dei paesi di risorse equivalenti al 10% del gettito complessivo dell’imposta sul reddito delle società. Il fenomeno è particolarmente sentito nel continente europeo. Per l’Italia l’ammanco erariale è stimato in circa 5,6 miliardi di dollari nel 2020.

L’indebolimento del disegno della global minimum tax per le grandi multinazionali, rispetto al modello inizialmente negoziato, riduce significativamente – da 270 a 136 miliardi di dollari l’anno – gli introiti attesi, su scala globale, nel primo anno di applicazione dell’imposta. Per l’Italia il gettito atteso (che si manifesterà a partire dal 2025) dalla misura si attesta a poco meno di 500 milioni di euro all’anno a regime, nello scenario prudenziale illustrato nella relazione tecnica al decreto attuativo dell’imposta approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 ottobre scorso.

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