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[Lo scenario] L’economista Gustavo Piga: «Senza scostamento di bilancio con soldi a famiglie e imprese ci giochiamo il futuro del Paese. Si rischia dramma sociale»

Il governo italiano è chiamato a fare uno scostamento di bilancio per adottare politiche espansive, «ci stiamo giocando il futuro del Paese». A evidenziarlo è il professore ordinario di Economia politica presso l’Università di Roma Tor Vergata, Gustavo Piga.

«L’Europa e l’Italia» spiega l’economista «hanno un’inflazione core molto più bassa di quella statunitense e ciò che deve preoccupare non è l’andamento dei prezzi quanto l’impatto della crisi su produzione e occupazione; anche se nessuno sa cosa succederà con la guerra in Ucraina, è necessario ora “non perdere la bussola”: «La politica economica deve essere dedicata a mantenere stabili le prospettive occupazionali e produttive».

Lo scenario causato dal conflitto è più drammatico di quello provocato dal Covid ma il governo, secondo Piga, non pare abbia capito la necessità di replicare le politiche espansive adottate per far fronte alla pandemia, a supporto dell’economia. I fatti dicono che il Recovery non basta ma soprattutto il problema è che «non stiamo mettendo a terra i progetti».

L’esecutivo ha promesso nel Documento di economia e finanza politiche espansive ma per Piga non sta agendo di conseguenza: siamo già in recessione e non c’è tempo da perdere. Se dovessero essere sospese le forniture di gas e petrolio russi, tutta l’attenzione andrebbe focalizzata sulla produzione. Non c’è il pericolo di una spirale inflazionistica legata a salari e tasso di cambio, sottolinea Piga che avverte: «Queste cose vanno prevenute e non seguite perché quando si materializza lo shock è troppo tardi».

«Il Documento di economia e finanza è identico a ottobre, a fronte di un crollo delle prospettive di crescita: cosa dobbiamo aspettare? È molto grave», commenta il docente. «Il governo appare più preoccupato della spesa per gli interessi che del dramma sociale che rischia di cascare addosso al Paese». Secondo l’esperto, l’Italia avrebbe bisogno di «politiche espansive intelligenti, non certo di uno spreco di denaro come avvenuto con il Reddito di cittadinanza e Quota 100. Servono investimenti anche se c’è da chiedersi perché la macchina amministrativa continui a essere così lenta rispetto ai progetti del Pnrr. Era evidente che fosse necessaria una riforma complessiva delle stazioni appaltanti, precondizione per spendere presto e bene le risorse assegnate dall’Europa». 

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