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[Lo scenario] L’autotrasporto si ferma. 70 mila tir non escono. «Costo carburante insostenibile»

Oggi resteranno fermi circa 70.000 mezzi pesanti (fra bilici e autotreni), secondo una prima stima stilata sulla base dell’esito delle assemblee che si stanno svolgendo in varie regioni, in seguito alla decisione delle imprese di autotrasporto di non caricarsi di ulteriori oneri finanziari per l’impossibilita’ a far fronte da sole agli aumenti record nel costo del carburante. 

Evitare ulteriore indebitamento delle imprese

“Si tratterà – spiega Maurizio Longo, segretario generale dell’organizzazione Trasportounito – di una sospensione dei servizi di autotrasporto merci finalizzata ad evitare un ulteriore indebitamento per le imprese”. 

Trasportounito sottolinea che solo grazie all’intervento in extremis di molte società della committenza, che hanno riconosciuto all’autotrasporto una parte degli extra costi in tariffa, il numero dei mezzi che non partiranno, non sarà di quattro volte maggiore. “Ciò accade indipendentemente da qualsiasi sostegno e coordinamento – precisa Longo – fornito dalla nostra Associazione a livello nazionale”.

Trasportounito, quindi, prosegue la nota, “per evitare ulteriori contenziosi con la Commissione scioperi, nel ribadire che non è mai stato proclamato un ‘fermo nazionale’, non può far altro oggi che confermare come ciascuna impresa sia libera di decidere se continuare o meno a sottostare ad obblighi contrattuali gravosi ovvero a subire ricatti operativi e finanziari”. 

Il sostegno di Confartigianato Sicilia

Il prezzo del gasolio continua a crescere e le imprese del trasporto sono al collasso. Anche Confartigianato Sicilia si muove per sostenere la confederazione che punta ancora al dialogo e che ha deciso, con Unatras, di aspettare l’incontro con il governo programmato per martedì 15, per poi valutare quali iniziative intraprendere.

“Non è infatti previsto alcun fermo dei mezzi, organizzato e autorizzato – si legge in una nota -, ma è chiaro che l’associazione degli artigiani esprime solidarietà e vicinanza a tutte le imprese che decideranno autonomamente di fermarsi, non riuscendo più a sostenere i costi, e ritenendo più conveniente spegnere i motori anziché lavorare”.

“Il costante e ormai insostenibile aumento del costo del carburante ha determinato una situazione ingestibile per le imprese dell’autotrasporto – sottolinea la nota -. Il settore è in estrema difficoltà e Confartigianato chiede al governo un credito di imposta del 30% immediato sul gasolio ma soprattutto che si adotti la regola che vige per gli aerei, cioè che il maggior costo del gasolio sia ribaltato in fattura: “È l’unico sistema per sopravvivere”.

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