Nuove cooperazioni industriali tra Italia e Giappone per puntare al futuro. I due Paesi andranno a collaborare in settori in cui vantano straordinarie tradizioni e competenze tecnologiche, mentre sul piano dell’attualità si delinea la conferma di una sintonia dei «valori fondamentali che definiscono l’identità delle nazioni democratiche e i principi di libertà e sovranità degli Stati». Lo afferma l’ambasciatore italiano a Tokyo, Gianluigi Benedetti, a otto mesi dall’inizio del mandato nel Paese del Sol Levante.
Collaborare all’innovazione
Periodo trascorso in qualità di capo missione ad ascoltare le voci delle comunità scientifiche, industriali e del mondo della cultura italiane e giapponesi, con numerosi incontri nelle sedi delle aziende e svariate iniziative promozionali e di networking in residenza.
«Credo che il nostro obiettivo debba essere quello di promuovere i partenariati industriali, soprattutto nei settori ad alto contenuto tecnologico nei quali le aziende dei nostri Paesi hanno le potenzialità e l’interesse a realizzare progetti congiunti di ricerca e sviluppo. Alcune di queste collaborazioni già esistono nel settore meccatronico (è il caso di Brembo), ma altri settori» sottolinea l’ambasciatore «hanno un grande potenziale, ad esempio biotecnologie e farmaceutica, robotica, aereonautica e spazio, tecnologie verdi, mobilità intelligente e sostenibile, settore ferroviario, cantieristico e metallurgico».
All’inizio della pandemia, nel 2020, l’export verso il Giappone era sull’onda di una forte crescita a seguito del Partenariato economico tra Ue e Giappone (Epa) e adesso c’è una grande opportunità di rafforzare questa tendenza, ribadisce Benedetti: «Anche grazie all’accordo Epa, sia nel 2020 sia nel 2021 il quadro complessivo si è mantenuto in positivo. Nel 2020 abbiamo chiuso con un +0,8% sostenuto da settori come il chimico-farmaceutico, i prodotti in plastica e metallo e l’agroalimentare. Nel 2021 abbiamo registrato sostanziosi valori positivi, con una crescita complessiva dell’export del 13,9%. Nel febbraio scorso è stata lanciata una nuova piattaforma di business-matching, pensata dal MAECI con la Cassa di Depositi e Prestiti, che grazie ad algoritmi digitali faciliterà l’incontro tra domanda e offerta commerciale e di collaborazione industriale tra Italia e Giappone».
Legame solido, oltre gli accordi finanziari
Una solida cooperazione che si estende anche al piano diplomatico e che si fonda su un’identità di vedute sia rispetto al conflitto attualmente in corso nel cuore dell’Europa che alle dinamiche della regione dell’Indo-Pacifico. «A fronte della brutale aggressione russa all’Ucraina – che ha pericolosamente sfidato i principi fondanti dell’ordine internazionale – l’Italia, l’Ue e gli altri Paesi occidentali del G7 hanno potuto contare sulla piena e tempestiva solidarietà del Giappone nell’approntare la risposta alla crisi e alle sue conseguenze».
«Ciò nella percezione condivisa che la sicurezza internazionale abbia un carattere indivisibile e che gli effetti delle minacce alla pace e alla stabilità non conoscano confini geografici. È per tale ragione» continua il diplomatico «che nel corso della recente visita del premier Fumio Kishida a Roma, i due capi di Governo hanno ribadito, insieme alla condanna ferma e incondizionata dell’invasione russa, l’importanza di preservare la stabilità e la sicurezza nell’Indo-Pacifico. Ciò si traduce nell’assunzione da parte dell’Italia, anche nell’ambito della Strategia dell’Ue per l’Indo-Pacifico, di un ruolo progressivamente sempre più profilato, dischiudendo – come confermato dalla visita del ministro Guerini in Giappone dello scorso aprile – l’orizzonte a iniziative e collaborazioni anche nel settore della sicurezza e dell’industria della difesa», conclude Benedetti.
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