«La crisi di liquidità sta compromettendo il funzionamento dei mercati future sulle materie prime causando una forte volatilità». Questa quanto sostiene l’analisi di T-Commodity, la società di consulenza di Giancarlo Torlizzi, nell’ultimo report su “Commodities e inflazione”.
«I prezzi erano già in rialzo da due anni ora la guerra ha aggravato una situazione tesa», afferma. «Ci sono grandi difficoltà per le società di trading che hanno bisogno di coprirsi dai rischi ma che hanno problemi per soddisfare margini di garanzia elevati. Di conseguenza liquidano le posizioni causando un’alta volatilità».
Nichel come l’oro
Torlizzi cita a esempio del cattivo funzionamento del mercato quanto accaduto sui future del nickel, «dove uno squeeze molto forte ha spinto il prezzo a Londra da 29 a 101 mila dollari alla tonnellata in appena due sessioni di borsa».
Crisi per gli aerei
«La criticità maggiore per l’Europa» aggiunge «è rappresentata dal mercato dei prodotti distillati come diesel e carburante per aerei. Gli stock di diesel in Europa sono scesi al livello minimo dal 2008, pertanto si rischia di assistere a una vera e propria crisi del diesel nel caso in cui decidesse di estendere l’embargo sull’import non solo al carbone ma anche al petrolio».
Rame introvabile
«Un’altra commodity a essere investita da uno squeeze potrebbe essere il rame i cui livelli di scorte a marzo sono scesi per la prima negli ultimi 10 anni spingendo player di mercato come Goldman Sachs a raddoppiare le previsioni di deficit nel 2022 a -374 mila tonnellate».
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