Linda Laura Sabbadini, storica statistica dell’Istat, è intervenuta su La Repubblica in occasione della Giornata internazionale per i diritti delle donne. La direttrice centrale Istat ha sottolineato quanta strada ci sia da fare in Italia per vedere, ad esempio, le donne in posti decisionali importanti. Cosa che ad esempio, in altri Paesi, è già sdoganata. Sabbadini invita il governo a non fare proclami, ma a essere concreto, a partire dal Recovery Plan.
«Le donne sono state un vero pilastro nella battaglia contro il Covid. Maggioranza del personale sanitario. In prima linea nella ricerca sul virus. Più presenti nei lavori esposti al rischio di contagio. Si reinventano come insegnanti, e come madri e figlie nella cura dei propri cari, accrescendo il loro ruolo di tessitrici di relazioni, di curatrici dell’anima. Smart working. Grande protagonismo femminile nella normalità di dare più del massimo nella straordinarietà, anche nel nostro Paese».
Sabbadini ora passa la palla a chi governa, che deve intervenire per colmare i dati gravissimi sui diritti femminili in Italia. «Ora la parola è a voi che governate. In Italia il 70% della grave caduta di occupazione è femminile. Il part time non voluto è il doppio dell’Europa. La precarietà è più diffusa che tra gli uomini. Solo il 12% dei bimbi va a un nido pubblico. Se non si agisce ora con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, quando?».
Secondo la statistica dell’Istat «bisogna mettere mano al sovraccarico di lavoro di cura sulle spalle delle donne. Bisogna redistribuirlo nella società tramite i servizi e nella coppia con politiche che favoriscano il coinvolgimento dei padri. Trasformare gran parte del lavoro familiare non retribuito in lavoro retribuito. Intervento massiccio sui servizi educativi per l’infanzia (60% di bimbi ai nidi), grosso investimento nel welfare di prossimità per anziani e disabili con domiciliarizzazione della cura, raggiungimento dei limiti fissati dalla Convenzione di Istanbul per le case rifugio e i centri antiviolenza».
Ma bisogna anche, continua Sabbadino, istituire un «piano straordinario per l’imprenditoria femminile, non briciole come nel piano precedente. Abbattimento delle barriere all’ingresso delle donne nei settori a predominanza maschile. Non sprechiamo danaro in misure frammentate o di cui non è certo l’impatto sull’occupazione femminile. E poi puntiamo decisamente sul potere alle donne nelle aziende, nelle amministrazioni pubbliche, in tutto il Paese».
«Il governo può farlo! Imponiamo come donne uno stile di leadership nuovo che trasformi il modo di gestire il potere. Oggi il rover cattura immagini di Marte anche grazie al lavoro di donne. Facciamo in modo che quando i nostri nipoti guarderanno quelle su Nettuno, e oltre, la differenza di genere, i privilegi di genere, siano ricordati come una imperfezione della storia umana, ai suoi albori», conclude la direttrice centrale dell’Istat.








