Se il «tax gap oscilla sempre tra 85 e 100 miliardi» è perché quello che è mancato in questi anni è un’efficace lotta all’evasione. Lo ha detto il viceministro dell’economia, Maurizio Leo, intervenendo a Telefisco 2023 del Sole 24 ore. Sull’accertamento fiscale «è necessario cambiare approccio e distinguere tra aziende di grandi dimensioni e quelle di dimensioni monori», ha spiegato Leo
L’accertamento deve quindi essere più efficace. Per le aziende di piccole dimensioni l’ipotesi, ha spiegato Leo, è quella di andare verso un «concordato preventivo biennale», una procedura possibile perché oggi l’amministrazione finanziaria conosce moltissimi dati dei contribuenti e ha gli elementi per convocare il contribuente e valutare il reddito in base al quale dovrà pagare le imposte. Se poi, nel biennio successivo, il contribuente ha aumenti o diminuzioni di reddito, per il fisco sono irrilevanti.
Per i contribuenti di maggiori dimensioni il sistema più adatto, ha precisato Leo, è quello della «cooperative compliance», che comporta una riduzione degli accessi in azienda e una forma di «contraddittorio preventivo». Insomma, non si dovrebbe arrivare ad un «accertamento vero e proprio» ma promuovere «un dialogo» prevendo anche misure premiali, come la riduzione o l’azzeramento delle sanzioni.








