Le imprese multinazionali producono oltre il 35 percento del valore aggiunto e impiegano circa un quinto di tutti gli occupati in Italia.
Sono più produttive e più grandi delle imprese non multinazionali, anche considerando la diversa specializzazione settoriale e geografica, e pagano retribuzioni sostanzialmente più elevate.
Sono alcune delle risultanze di uno studio, intitolato “Le imprese multinazionali in Italia: i risultati di un’analisi dei micro-dati di impresa”, pubblicato dalla Banca d’Italia nella collana Questioni di economia e Finanza.
Secondo l’analisi le multinazionali hanno contribuito in modo più che proporzionale al loro peso alla crescita delle dimensioni aziendali registrata in Italia nell’ultimo decennio e sono più innovative e più propense all’esportazione.
Il lavoro, circa 40 pagine pubblicato in lingua inglese, valuta la rilevanza economica delle imprese multinazionali operanti nel settore privato non agricolo e non finanziario italiano.
Sfruttando un nuovo database che integra varie informazioni sulla proprietà e sull’attività delle imprese nel periodo 2010-22, se ne descrivono le caratteristiche relativamente a occupazione, valore aggiunto, produttività, capacità innovativa e retribuzioni.








