Papa Francesco lancia un accorato appello a tutte le persone di buona volontà con la Lettera Apostolica Laudate Deum, a otto anni dalla pubblicazione della Lettera Enciclica Laudato sì. Si tratta, commenta Roberto Danovaro su Avvenire, «di un documento di grandissima portata globale. Come dichiara il Papa stesso, questa Lettera nasce dall’urgenza di operare una “conversione ecologica” che non mostra significativi passi in avanti e che non può attendere. Francesco condivide le sue preoccupazioni dovute ai cambiamenti climatici globali per i costi sociali, economici e di vite umane che dovremo pagare se non agiremo in modo forte e coeso».
«Si tratta di una preoccupazione condivisa da tutta la comunità scientifica. Negli ultimi 30 anni, la maggior parte degli studi mondiali si è dedicata a valutare problemi e soluzioni relativi a: salute e benessere umano; salute dell’ambiente (servizi forniti dagli ecosistemi); cambiamenti climatici. Queste ricerche appaiono sempre più necessarie e urgenti perché le evidenze scientifiche indicano il rischio di impatti gravissimi sull’essere umano e sul Pianeta. Basti pensare che le pubblicazioni in quest’ambito sono quintuplicate negli ultimi anni. Sono stati raccolti, verificati e validati milioni e milioni di dati, prodotti migliaia di articoli scientifici, ma tutto questo sembra incagliarsi in un negazionismo inspiegabile, alimentato da dibattiti sempre più insensati».
«Il negazionismo scientifico che stiamo vivendo ci porta indietro, in un passato oscuro. La preoccupazione del Papa, confermata da ricerche scientifiche, è che saranno i più poveri e deboli del Pianeta a pagare le maggiori conseguenze dei cambiamenti climatici. Per questo, conclude Danovaro, tutte le persone di buona volontà devono dare il loro contributo, in primo luogo rifiutando un ritorno al passato, combattendo il negazionismo e non rinunciando alla transizione ecologica che rappresenta l’unica speranza per il futuro dell’umanità».
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