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[L’anticipazione] Pronto l’assegno unico per i figli. Ecco come funzionerà e chi potrà riceverlo

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La partenza dell’assegno unico e universale slitta al 2022 mentre da luglio di quest’anno si parte con un “aiuto ponte”, provvisorio per sei mesi, che sarà rivolto a tutte le famiglie con figli, anche a quei 2,2 milioni di nuclei di lavoratori autonomi o disoccupati oggi esclusi dalle prestazioni in vigore. 

E nell’immediato andrà a rinforzare anche gli assegni percepiti dai lavoratori dipendenti. 

Per il riordino complessivo delle misure di sostegno per le famiglie ci vorrà quindi più tempo: fino a dicembre di quest’anno resteranno ancora in vigore le detrazioni fiscali per i figli a carico, confermate per tutto l’annodi imposta senza creare “confusione” nelle buste paga degli italiani, e le altre misure per la genitorialità, come il bonus bebé e il premio alla nascita perle neomamme. 

Nei prossimi mesi, dunque, gli uffici tecnici dei ministeri saranno impegnati nella difficile definizione dei decreti attuativi che vanno approvati entro fine marzo del 2022, in coordinamento con la riforma fiscale. 

Nel frattempo, però, per rispondere alle aspettative delle famiglie, duramente colpite dalla pandemia, dal 1° luglio si partirà con un “prototipo” di assegno universale, più contenuto negli importi, modulato in base alle condizioni reddituali delle famiglie, maggiorato dal terzo figlio e nel caso di figli disabili, che getterà le basi per l’avvio a regime dal 2022. 

Questo aiuto “ponte” – rivela nel dettaglio un documentato retroscena del Sole 24 Ore – andrà probabilmente a sostituire gli attuali assegni al nucleo familiare (Anf): visto che – come ogni anno – a luglio i percettori degli Anf dovrebbero rinnovare la domanda all’Inps per continuare a fruire della prestazione, questa diventerà l’occasione per far scattare il nuovo assegno provvisorio. 

Quest’ultimo però sarà rivolto a tutti i figli minori di 21 anni, e non solamente destinato alle famiglie di lavoratori dipendenti, che comunque ne vedranno crescere gli importi di quanto percepito mensilmente finora. 

La misura temporanea sarà finanziata, quindi, con i 4,7 miliardi degli attuali Anf e i 3 miliardi stanziati all’ultima legge di Bilancio per l’avvio della riforma dal 2021 per un totale di circa 8 miliardi di euro da spendere i sei mesi. 

La denatalità è un insieme di concause: culturali, sociali ed economiche, sottolinea il giornale di Confindustria. 

Per questo il Pnrr prevede un insieme di misure trasversali alle sei missioni: intanto per gli asili nido e le scuole d’infanzia stanzia 4,6 miliardi, e questo permetterà lá creazione di almeno 228mila posti. 

Sono inoltre stanziati fondi per l’estensione del tempo pieno scolastico e il potenziamento delle infrastrutture sportive nelle scuole: tutte misure che, oltre a investire in educazione, incidono sui carichi familiari per molte ore al giorno. 

Il potenziamento degli congedi parentali mira poi a distribuire in maniera paritaria tra i genitori il tempo di cura dei figli. 

Occorre insomma creare un insieme di infrastrutture sociali che rendano le donne libere dal dilemma “famiglia o lavoro”. 

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