“La separazione delle carriere fa parte del programma di governo, e sarà attuata”.
Lo ha detto al Corriere della sera il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
“Separazione delle carriere significa anche discrezionalità dell’azione penale e facoltà del pm di ritrattarla.
Tutte cose che in questo momento la Costituzione non consente.
Ma se fossero attuate eviterebbero almeno un trenta per cento dei processi che si rivelano inutili e dannosi e rallentano la celebrazione di quelli più importanti e quindi la giustizia sarebbe più celere”, ha spiegato.
Parlando delle polemiche su un eventuale scontro tra magistratura e politica, “dopo le polemiche originate dalle mie prime critiche sull’interferenza della magistratura sul ddl prima di averne letto il testo, ho ricevuto i rappresentanti dell’Anm.
stato un incontro estremamente cordiale dal punto di vista personale, anche se esistono idee diverse sulle riforme da fare.
Ci siamo concentrati più sui temi condivisi, come l’efficienza della giustizia e l’implementazione delle risorse, che su quelli dove la pensiamo diversamente”, ha sottolineato Nordio precisando che “il confronto continuerà.
Sono stato magistrato per quarant’anni, e mi sento ancora tale”.
Quanto al caso Delmastro, “l’imputazione coatta, indipendentemente dal caso attuale, la critico da 25 anni: è un residuo del vecchio codice – quando c’era il giudice istruttore – inserito nel nuovo Vassalli per un compromesso: il legislatore non ha avuto il coraggio di attuare compiutamente il sistema accusatorio, dove il pm è monopolista e arbitro dell’azione penale”, ha concluso Nordio.
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