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[L’analisi] L’eredità di Draghi e il governo Meloni. L’agenzia di rating Fitch: «Pnrr fondamentale»

Draghi ha lasciato al prossimo governo un’eredità sicura, «un punto di partenza fiscale più forte di quanto atteso», spiega l’agenzia di rating Fitch «ma spingere la crescita, anche attraverso un efficace dispiegamento dei fondi Next Generation Eu resta centrale per una duratura riduzione del debito». Si sottolinea, inoltre, come lo spazio per cambiare il Pnrr sia “limitato” e dunque «l’approccio del prossimo Governo a qualsiasi potenziale rinegoziazione sarà importante sia per la crescita che per il sentiment del mercato».

«La crisi energetica e i limiti della politica fiscale che l’Italia ha di fronte rendono i fondi del Ngeu ancora più importanti per migliorare le prospettive di crescita», afferma Fitch, che ricorda come la premier in pectore Giorgia Meloni e il suo partito «hanno espresso il desiderio di rinegoziare parti» del Pnrr “senza però dire quali”. «Pensiamo che sia improbabile che la Commissione europea mostri molta flessibilità sulle riforme strutturali. Questo significa che c’è solo uno stretto percorso per rinegoziare il Pnrr, con il rischio di un confronto pubblico che porti solo a piccoli cambiamenti», avverte Fitch.

Pur partendo, come emerso dalla Nadef, con conti pubblici migliori da quelli attesi ad aprile, il nuovo governo dovrà fare i conti con un contesto difficile, in cui si dovrà adattare «a prospettive di tassi più alti e di crescita più debole», che produrranno “entrate fiscali calanti” mentre le spese saranno messe sotto pressione dall’indicizzazione di quelle previdenziali e assistenziali, incluse le pensioni, e dai sostegni per far fronte al caro energia, con i bond governativi che a fine settembre hanno toccato i massimi da nove anni.

«Questo significa che lo spazio fiscale per manovrare sarà molto limitato se si vuole che il rapporto debito pubblico e Pil continui a scendere», sottolinea Fitch, che mette in guardia dal rischio di «avverse reazioni di mercato» nel caso di annuncio di “deficit più alti”. «La legge di bilancio 2023 si focalizzerà probabilmente su una risposta fiscale aggiuntiva alla crisi energetica e la nostra attuale previsione è che il nuovo governo adotterà una posizione fiscale sostanzialmente responsabile».

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