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[L’analisi] La manifattura continua a deteriorarsi

«Continuano a deteriorarsi le condizioni del manifatturiero in Italia, con il settore che è crollato sempre più in contrazione con un declino più rapido della produzione e dei nuovi ordini», afferma Lewis Cooper, economista di S&P Market Intelligence. L’indice Pmi manifatturiero dell’Italia, infatti, si è attestato a 46,5 punti, in calo rispetto ai 48,3 di settembre, sotto le attese del consenso a 47 punti.

«La debolezza della domanda è stato il fattore chiave che ha costretto le aziende a rinviare o cancellare gli acquisti, causando il forte crollo dell’attività e, di conseguenza, la contrazione dei fattori produttivi presso i magazzini. Le giacenze dei prodotti finiti sono però aumentate ulteriormente a causa delle minori vendite che hanno fatto aumentare il livello di materiale invenduto presso i magazzini», puntualizza l’esperto.

«Le deboli condizioni della domanda, in aggiunta ai minori problemi con la fornitura, hanno favorito la diminuzione delle pressioni inflazionistiche di ottobre. Detto questo, sia il tasso di inflazione dei costi che quello dei prezzi di vendita rimangono storicamente elevati», aggiunge l’economista. «Malgrado in leggero aumento da settembre, l’ottimismo delle aziende è rimasto debole, con la debole domanda da parte dei clienti e l’alta inflazione che hanno continuato a pesare sulle previsioni mentre ci avviciniamo alla fine dell’anno», conclude Cooper. 

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