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[L’analisi] La legge anti-fotovoltaico del Veneto. Che rischia di far deragliare la svolta sulle energie rinnovabili 

«Una legge avviata sull’errato assioma della contrapposizione tra produzione energetica e produzione agricola, e che seppur notevolmente rivisitata e migliorata per alcuni aspetti nel corso della sua lunga discussione, è arrivata all’approvazione mantenendo l’impostazione barricadera nei confronti dei pannelli solari voluta dai promotori della norma». Così Legambiente accoglie l’approvazione da parte del Consiglio regionale veneto della legge che disciplina gli impianti fotovoltaici.

Questo secondo Legambiente «provocherà ripercussioni negative sulla strada verso il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, ammiccando a insensate correlazioni negative tra la produzione di energia dal sole, produzione agricola e consumo di suolo». Secondo Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto «è un pessimo segnale quello che arriva dal Consiglio Regionale del Veneto, anche se numerosi emendamenti in commissione e in aula hanno evitato danni peggiori e reso la legge per lo più innocua».

«Per ora abbiamo evitato il funerale alle rinnovabili ma resta una legge discriminante, con troppi vincoli ed enormi margini di discrezionalità. Un freno alle energie pulite e un problema in più da risolvere per il nuovo piano energetico regionale. Legiferare in sede regionale, anticipando e distanziandosi in maniera significativa da quanto già approvato a livello nazionale ovvero in corso di definizione da un ente legislativo superiore, rischia di ingenerare incertezza negli operatori del settore e confusione negli uffici pubblici», conclude.

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