Il sistema delle costruzioni “continua a sorreggere l’economia del Paese”: nel 2021 il valore della produzione del comparto ha raggiunto quota 475 miliardi, in aumento di 78 miliardi e del 19,7% rispetto al 2020 e di 51,6 miliardi e dell’11,4% rispetto al 2019.
È quanto emerge dal ‘Rapporto 2021’ di Federcostruzioni, presentato al convegno inaugurale di Saie, il Salone delle Costruzioni. Progettazione, edilizia, impianti, che si terrà a BolognaFiere fino al 22. In base alla ricerca il settore, da solo, “determina circa un terzo del Pil italiano” e la crescita, viene evidenziato, non riguarda solo la produzione ma anche l’occupazione: gli addetti del comparto si sono attestati, nel 2021, a “poco più di 2,8 milioni di unità, con un incremento di 200mila unità (+7,7%) rispetto all’anno precedente, il 12% della forza lavoro nazionale”.
Guardando alla situazione economica generale, ha osservato la presidente di Federcostruzioni, Paola Marone, “il nostro Paese, per attenuare i rincari dell’energia e i loro effetti su famiglie e imprese, deve mettere in atto, oltre alle azioni compensative, costose e sostenibili per poco tempo, anche interventi regolatori di natura strutturale come il tetto Ue al prezzo del gas, il disaccoppiamento del prezzo dell’energia da quello del gas e – ha aggiunto – destinare parte della produzione nazionale di gas e l’energia delle fonti rinnovabili alle imprese energivore a un prezzo calmierato”.
Inoltre, ha argomentato ancora Marone, “per consentire una riqualificazione del patrimonio immobiliare, chiediamo al nuovo Governo di mettere tra le priorità della sua agenda la strutturazione dei bonus, su un lungo periodo e con regole, e dei meccanismi finanziari a sostegno, che possa anche risolvere le questioni in sospeso sulla cessione del credito”.
Infine, ha concluso la presidente di Federcostruzioni, “per garantire l’attuazione del Pnrr, chiediamo adeguare i bandi ai rincari dei materiali e dell’energia, commisurare l’importo delle gare alla dimensione delle nostre imprese, oltre naturalmente a monitorare l’emanazione del Codice dei Contratti previsto per il prossimo marzo 2023”.








