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[L’analisi] Ecco come proteggere il risparmio dall’inflazione

Come proteggere i propri risparmi dall’ondata dell’inflazione? Una possibile alternativa è la creazione di «portafogli che auto-proteggano i risparmiatori» dalla corsa dei prezzi, grazie a investimenti nell’economia reale e nel mercato immobiliare e a una diversificazione in dollari e altre valute. A sottoporre questo «scudo» antinflazione all’attenzione del governo e del Parlamento è il presidente della Consob, Paolo Savona, nel suo quarto discorso al mercato, tornato in presenza nella sede della Borsa dopo due anni «da remoto».

Un discorso in cui l’economista rimarca le «pesanti ombre» che l’inflazione e la guerra in Ucraina gettano sulla ripresa e in cui torna a chiedere regole certe per le criptovalute, unendosi al coro di coloro che invocano «una Conferenza internazionale» allo scopo di ristabilire «monopolio monetario e potere normativo degli Stati».

Ma che cosa sono i portafogli antinflazione?

Il presidente della Consob non entra nei dettagli: si tratterebbe di veicoli in cui «gli investimenti in titoli di proprietà svolgono una funzione primaria», con una «composizione equilibrata tra attività mobiliari e immobiliari» diversificate anche sotto il profilo valutario, e la cui «redditività» resterebbe dunque affidata «agli andamenti dell’economia reale».

«Le soluzioni tecniche possono essere diverse e la politica avrebbe il compito principale di creare la struttura giuridica di accoglimento più idonea», spiega Savona, secondo cui lo scudo potrebbe essere definito con una “legge”. «È una relazione senza dubbio importante, sostanziale, corposa, piena di indirizzi», commenta il presidente della Camera, Roberto Fico.

Il presidente della Consob – 85 anni portati benissimo («anche io ho bisogno di un po’ di liquidità» scherza interrompendosi per un sorso d’acqua) – indica nei Pir e negli Eltif, fondi fiscalmente incentivati che avvicinano il risparmio alle Pmi, strumenti che richiamano i portafogli antinflazione. A riprova della «fondatezza» delle sue ipotesi, ricorda che dal 2008 al 2021 l’inflazione ha eroso del 16% del valore del risparmio italiano e il 12% di quello immobiliare a fronte del 2,5% che avrebbe perso un portafoglio auto-protettivo per metà in dollari.

I dettagli della proposta

La proposta è anche coerente con l’invito a «incanalare il risparmio verso le iniziative produttive delle imprese di ogni dimensione» perché, al netto delle «fluttuazioni» di Borsa, «va emergendo una più stretta e sana relazione tra quotazioni e profitti, sui quali l’inflazione opera in via favorevole» a differenza di quanto fa con i redditi fissi e gli investimenti obbligazionari. Per le imprese l’invito è di approfittare dei vantaggi della quotazione: «il capitale produttivo delle imprese quotate ha oggi un rapporto prezzo/utile di gran lunga superiore a quello del 2008» e lo sbarco in Borsa è un «obiettivo che assicura alla collettività un “doppio vantaggio”: «profittabilità delle imprese e liquidabilità dei titoli».

In questo senso vanno scongiurati i segnali di disaffezione verso Piazza Affari (14 le opa per delisting nel 2021) e la tentazione di migrare verso mercati che godono di «vantaggi normativi», minando la «competitività» del mercato italiano e il suo «ruolo fondamentale» di sostegno alla ripresa. A tal proposito l’ingresso di Piazza Affari in Euronext potrebbe aiutare la creazione di «un campo di gioco livellato».

Chissà se qualcuno a Roma raccoglierà la proposta di Savona. Il professore non sembra farsi troppe illusioni, quando rievoca Metone, l’astronomo greco che ricalcolò i cicli lunari ma fu cacciato dall’Atene del V secolo «come un folle». Un pericolo «sempre pendente sugli odierni metoniani» che «anticipano analisi economiche, tecniche innovative e proposte politiche in controtendenza».

L’analisi di Milano Finanza

Incanalare il risparmio verso le iniziative produttive delle imprese di ogni dimensione e costruire un portafoglio che si auto-protegga dall’inflazione. Sono i pilastri della proposta lanciata dal presidente della Consob, Paolo Savona, nell’annuale incontro con il mercato in Borsa Italiana. «Lo scorso anno il risparmio italiano ha registrato ancora una buona tenuta, ma i primi indizi per il 2022 manifestano segni di cedimento dei flussi. È anche emersa con chiarezza la tendenza, che ha mostrato nel corso del 2021 una netta accelerazione, a investire in strumenti speculativi e in mercati esteri, scelte non sempre basate su criteri razionali».

I passi da compiere

Un primo passo da compiere, scrive MF, è «il rafforzamento della componente rappresentativa dell’attività produttiva verso cui dirigere i risparmi», rifacendosi al dettato costituzionale che prevede l’incoraggiamento «diretto e indiretto all’investimento azionario del risparmio popolare nei grandi complessi produttivi del Paese».

Tali investimenti offrirebbero «una base per un welfare integrativo e autogestito dai membri di una società a bassa produttività e fertilità». Un secondo passo è creare portafogli che autoproteggano i risparmiatori dall’inflazione. La proposta prevede «una composizione equilibrata tra attività mobiliari e immobiliari, affidando la redditività agli andamenti dell’economia reale, così alleggerendo la politica monetaria del peso di manovre inusuali sui tassi dell’interesse». 

Strumenti come gli Eltif, i fondi chiusi europei di lungo periodo, o i Piani individuali di risparmio (Pir) o il Btp Italia in corso di emissione e il cui andamento sottolinea «la fiducia nella solidità del debito pubblico», sono indicati come esempi di questa strategia. L’inflazione, d’altronde, è da considerare una tassa occulta. La proposta permetterebbe invece «la riduzione di quella parte della finanza che genera rendite dissociate dall’andamento dell’economia reale e rilanciare quella che spinge la produttività, il fattore trainante di un’economia aperta alla concorrenza, come quella italiana» e se attuata in precedenza, secondo i calcoli del presidente Consob, avrebbe arginato la perdita del potere d’acquisto del risparmio finanziario, fermandola al 14% anziché al 16% tra il 2008 e il 2021. Compito della politica sarà quindi adeguare il quadro normativo, ad esempio sfruttando il trattamento fiscale, propone l’Abi.

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