La Commissione europea ha sostenuto la decisione del Canada di restituire alla Russia la turbina del gasdotto Nord Stream 1, che era nel Paese per una riparazione, sottolineando che la mossa toglie a Mosca una delle scuse che potrebbe usare per ridurre – o interrompere del tutto – i flussi di gas verso l’Europa.
Il Canada restituisce la turbina alla Russia
“Con l’arrivo di questo pezzo è stata rimossa una delle scuse utilizzate dalla Russia per ridurre i flussi di gas. La Commissione è stata in stretto contatto con la Germania e il Canada su questo tema, e con Siemens, per garantire che fossimo ben informati della situazione”, ha dichiarato la Commissione in una nota, sottolineando che l’Ue “continua a lavorare a stretto contatto con i suoi partner internazionali, inclusi Canada e Stati Uniti, per garantire la sicurezza energetica dell’Europa il prossimo inverno”.
“Perseguiamo l’obiettivo di riempire l’80% dello stoccaggio di gas europeo entro il primo novembre, in linea con il nuovo regolamento proposto dalla Commissione a marzo e approvato dal Parlamento europeo e dagli Stati membri a giugno”, ha proseguito la Commissione, aggiungendo che “continuiamo inoltre il lavoro nell’ambito del nostro piano RePowerEu per diversificare le nostre forniture energetiche, accelerare la diffusione di fonti di energia rinnovabile e rafforzare la nostra efficienza energetica e gli sforzi per il risparmio energetico”.
Situazione seria, pronti a ogni eventualità
La dichiarazione è arrivata dopo che il gasdotto Nord Stream, che convoglia il gas naturale russo verso l’Europa, è stato chiuso per dieci giorni per attività di manutenzione programmate, alimentando i timori nel continente che il Cremlino possa interrompere del tutto le forniture, come rappresaglia per le sanzioni imposte dopo l’invasione dell’Ucraina. “La situazione è chiaramente seria e dobbiamo essere pronti per ogni eventualità. L’Ue si sta preparando a vari scenari da molti mesi. Siamo in una situazione in cui vediamo tagli del gas russo a diversi Paesi membri”, ha dichiarato ieri un portavoce della Commissione, annunciando che “presenteremo a metà mese il piano di emergenza per prepararsi all’inverno. Stiamo lavorando su questo e dobbiamo essere pronti per ogni eventualita’”.
La chiusura del Nord Stream
Il Nord Stream, che collega i giacimenti di gas siberiani della Russia con la Germania sotto il Mar Baltico, rimarrà chiuso per la tradizionale manutenzione annuale fino al 21 luglio. Anche se lo stop avviene ogni anno, vari politici europei, tra cui il ministro dell’Economia tedesco, Robert Habeck, e il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, hanno avvertito che il regime di Vladimir Putin potrebbe utilizzare la manutenzione per fermare del tutto le forniture di gas all’Europa e hanno invitato l’industria e le famiglie a prepararsi a una possibile carenza di gas.
Le forniture tramite il gasdotto erano state ridotte al 40% rispetto alla loro normale capacità a giugno e il consorzio che gestisce il NordStream aveva attribuito la mossa a problemi tecnici causati dall’assenza di una turbina che doveva essere riparata ma era stata trattenuta in Canada a causa delle sanzioni dell’Ue contro la Russia. Il governo canadese ha annunciato la scorsa settimana che avrebbe fatto un’eccezione per quel che riguarda la turbina per volere del governo tedesco e che avrebbe consentito la consegna alla Germania, che l’avrebbe poi trasferita in Russia. “Accogliamo con favore la decisione dei nostri amici e alleati canadesi”, ha dichiarato il cancelliere tedesco, Olaf Scholz.
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