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[L’analisi] Così muore tutto intorno al Po’. Il dramma delle risaie 

Il territorio limitrofo al Po’ sente sempre più forte l’impatto della crisi idrica. «Questa è la settimana in cui morirà quasi tutto in Lomellina», annuncia il sindaco di Robbio, Roberto Francese. Come un epitaffio, già scritto. La prospettiva dal suo paese nel cuore della provincia di Pavia che, con Vercelli e Novara, produce la gran parte del riso europeo, ha i colori della fine. Le fotografie che arrivano dalle risaie e dai campi di mais sono “sahariane”: le risaie hanno il grigio non più della “malattia” ma ormai dell’ultimo passo senza possibilità di ritorno, il mais langue in una specie di sabbia desertica. La consueta esuberanza delle coltivazioni in questa stagione sembra una cartolina d’epoca.

«Questi sarebbero i giorni della “levata”» spiega Robbio «quando le piantine dovrebbero crescere alle risaie si lasciano allagate, prima della fioritura. Che invece per quasi tutti non ci sarà e anche chi ce la farà avrà meno della metà dei chicchi degli anni passati. Si salva solo chi hai campi vicini ai corsi d’acqua. È l’ultima settimana in cui, salvo piogge, abbiamo l’acqua, poi sarà tutto asciutto». Francese ha delle proposte per il domani, mentre l’oggi muore.

«Ci sono lungo i fiumi, da monte a valle, diverse cave dismesse. La mia idea sarebbe di creare dei bacini di accumulo che si riempiano quando abbondano le precipitazioni evitando così alluvioni, come nel 2020, e si rilascino a gravità quando non piove evitando la siccità. Un meccanismo che consentirebbe anche di produrre corrente, riducendo la dipendenza dal gas. Tutto questo si potrebbe fare coi fondi del Pnrr». 

Antonio Strada, vicepresidente di Confagricoltura Pavia, è attaccato al meteo: «Viviamo alla giornata, ma quello che vedo sono tante campagne già completamente bruciate. Il lago Maggiore era risalito un po’ per le piogge dei giorni scorsi ma ora è tornato a zero». Il Consiglio del consorzio est parla di «gravissima siccità» e chiede più acqua al lago Maggiore anche per cercare di «conciliare nel modo più opportuno le legittime esigenze delle diverse utenze». Un modo per dire: mentre affondiamo nell’asciutto diamoci almeno una mano.

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