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[L’analisi] Col DL Aiuti bis arrivano il ‘prof incentivato’ e la carriera docenti

Le modifiche approvate ieri dal Senato in sede di conversione in legge al decreto 115, aprono ad una vera e propria carriera dei docenti, da sempre auspicata ma mai finora realizzata. Se infatti da una parte la prima dicitura di ‘docente esperto’ ha lasciato il posto a quella di ‘docente stabilmente incentivato’, una modifica, per molti, più di forma che di sostanza, dall’altra in alcuni punti il Senato è intervenuto ieri in modo decisivo, aprendo per esempio ad una possibile carriera professionale dei professori che dovrà essere meglio precisata in sede contrattuale.

“Si può apprezzare il fatto che l’emendamento – rileva Cristina Costarelli, preside del Liceo Newton di Roma e presidente di Anp Lazio – preveda fasi di contrattazione che dovrebbero regolamentare l’individuazione della figura e anche il fatto che si apra ad una possibilità di carriera. Il docente potrebbe essere infatti esonerato dalle attività di insegnamento e non era così nella versione originaria; ora non c’è più il vincolo esplicito all’insegnamento e quindi si può immaginare una carriera di tipo organizzativo e gestionale. La sostanza però è che si è cambiata l’etichetta ma la figura resta, non c’è nessun addio al docente esperto, ha solo cambiato nome”.

“Avremmo preferito uno stralcio totale della norma – è il parere di Rino Di Meglio, coordinaore della GIlda – ma troviamo comunque positivo che il Parlamento abbia deciso di cancellare la qualifica di docente esperto, una dizione che aveva assunto un sapore grottesco, dato che nessuno si era preoccupato di specificare in quali materie sarebbero dovuti essere esperti questi insegnanti”.

E’ rimasto in piedi anche l’incentivo così come era stato previsto inizialmente nell’articolo 39 del Dl Aiuti bis, che prevedeva di fornire 400 euro in più al mese – 5.650 euro all’anno – a quegli insegnanti di ruolo che avessero superato un percorso formativo di tre anni con valutazione positiva. Anche per il sindacato Anief, “il docente esperto non è stato cancellato, ha solo cambiato denominazione. L’emendamento al Decreto legge Aiuti bis abroga la figura del docente esperto ma lascia in vita nei fatti tutti gli incentivi previsti per gli 8 mila super insegnanti fra 10 anni”.

I sindacati non hanno mai visto la proposta con favore, perché i docenti che avrebbero potuto accedervi sarebbero stati in tutto 8mila mentre le sigle sindacali chiedono stipendi più alti per tutto il personale della scuola. 

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