Massimo Mercati ha presentato il suo saggio dedicato ai modelli sostenibili per un’economia civile.
Serve una nuova economia civile per rifondare le basi del nostro sistema socio-economico.
Lo sostiene dalle colonne del Corriere della Sera.
Solo così le imprese potranno essere motore della trasformazione necessaria che dovremo affrontare nei prossimi anni. E servono nuovi valori condivisi, perché la cultura d’impresa torni a essere guida del nostro agire quotidiano.
«Per affermarsi nella competizione globale — spiega Mercati — l’impresa non potrà più essere concepita solo come una macchina da profitto, ma dovrà rivedere i propri obiettivi, passando da una crescita quantitativa ad una qualitativa». Un’inversione di prospettiva che presuppone «di rinunciare ai vecchi archetipi e adottare un nuovo approccio, in cui il profitto del singolo non possa prescindere da un benessere condiviso da comunità e ambiente». Occorre dunque definire un concetto di crescita che sia al contempo «economicamente valido, ecologicamente sostenibile e socialmente equo», nella consapevolezza che «non è il profitto che crea il valore, ma la creazione di valore che genera il profitto».
Se vogliamo considerare l’impresa come una rete, la prima domanda che dobbiamo porci è quale sia la vision dell’impresa, «perché è proprio la vision aziendale a definire il significato dell’organizzazione», un nucleo ideologico che definisce «ciò che l’azienda rappresenta e la sua ragion d’essere». Che non può essere — sottolinea con forza Massimo Mercati — il solo risultato economico. «In molti casi la vision dell’impresa finisce per coincidere con il suo principale fine giuridico, cioè fare profitti. È chiaro che se questo è l’unico scopo dell’organizzazione, non ha alcun senso indagare ulteriormente — ragiona — perché oggi questa dimensione non è più sufficiente a legare i membri di un’organizzazione in una vera comunità». L’impresa deve diventare «un progetto di vita in cui non si possono più distinguere due morali, una per il lavoro e l’altra per la vita privata». Affinché accada, l’imprenditore dovrà identificare i valori di fondo della propria organizzazione e condividerli, in modo che si affermino come punti di riferimento concreti, capaci di guidare realmente le azioni di tutti coloro che ne fanno parte.
Mercati ribadisce che il valore creato da un’impresa non si esaurisce nella realizzazione del profitto, «ma si estende all’impatto sull’ambiente e sulla società attraverso la crescita culturale di tutti i membri dell’azienda», uniti dall’idea di operare insieme nella direzione del bene comune.








