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L’allarme dell’ANCE: nel 2024 calano gli investimenti nell’edilizia | Lo scenario

Nel 2024 si prevede un calo degli investimenti per le costruzioni del 7,4% rispetto al 2023: è quanto emerge dai dati dell’osservatorio congiunturale 2024 dell’Ance sull’industria delle costruzioni.

La fine del superbonus, della cessione del credito, il ridimensionamento e l’assenza di una politica di incentivi per l’efficientamento energetico e sismico degli edifici, spiega l’Ance, porteranno a un crollo del 27% della riqualificazione abitativa.

+20% OPERE PUBBLICHE MA PNRR NON COMPENSA CALO EDILIZIA ABITATIVA

Per il 2024 le previsioni sul comparto delle opere pubbliche sono di una crescita del 20%, pari a circa 10 miliardi di euro aggiuntivi rispetto al 2023.

Tuttavia, sottolinea l’Ance, il traino del Pnrr non sarà sufficiente per compensare il calo dell’edilizia abitativa.

PNRR ANCORA NON CORRE, GRANDI CANTIERI PER 9 MLD NON PARTONO

“Il Pnrr ancora non corre”, sostiene l’associazione dei costruttori.

Sulla base di un’indagine Ance, circa 9 miliardi di grandi cantieri Pnrr aggiudicati non riescono a partire.

Parlando a margine della presentazione dell’osservatorio congiunturale, la presidente Federica Brancaccio ha spiegato che “c’è stata una grandissima accelerazione tra tempi del bando e inizio dei lavori” ma “sulle grandi opere vediamo che la produzione non va avanti come dovrebbe, per problemi legati ad autorizzazioni, imprevisti, i vecchi problemi del Paese.

Sull’esecuzione ancora ci sono criticità.

Occorre intervenire con delle semplificazioni, altrimenti si rischia di non farcela”.

Il Pnrr, ha sottolineato Brancaccio, “deve essere la più grande palestra per le semplificazioni e le riforme di questo Paese”.

+5% INVESTIMENTI 2023, IN 3 ANNI RECUPERATO 80% PRODUZIONE PERSA

Nel 2023 si è registrata una crescita del 5% per gli investimenti in costruzioni e in tre anni è stato recuperato l’80% della produzione persa durante la crisi.

Se dal 2008 al 2020 il calo è stato di 92 miliardi, dal 2021 a oggi si è registrato un aumento di 75 miliardi.

Inoltre, secondo i dati delle casse edili nei primi 9 mesi del 2023 si registra un aumento del numero di ore lavorate dello 0,9% e dei lavoratori iscritti del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2022.

Nel 2023 i bonus edilizi hanno generato lavori per oltre 80 miliardi di cui 44 miliardi (9 in più rispetto al 2022) relativi al superbonus.

In generale, il comparto delle abitazioni nello scorso anno è cresciuto dello 0,7%, con un +0,5% per la riqualificazione +0,5% e un +1,3% per le nuove abitazioni.

Cresce anche il settore del non residenziale privato con un +5%.

Per le opere pubbliche il 2023 si è chiuso con un aumento del 18%, gran parte del quale grazie a Pnrr e fondi Ue.

Il trend positivo, anche se in flessione, è stato trainato dai Comuni.

La spesa per gli investimenti pubblici è passata dai 13,2 miliardi nel 2022 ai 18,6 miliardi nel 2023, con un aumento del 41%.

BRANCACCIO, SERVE VISIONE A LUNGO TERMINE, A PONTE 92% RISORSE MANOVRA

“Anche in questa fase non vediamo una politica industriale di settore con una visione a lungo termine”, ha sottolineato la presidente dell’Ance Federica Brancaccio, aggiungendo che “di tutte le risorse appostate fino al 2037” sul settore in manovra “il 92% è assorbito dal ponte.

Non possiamo che essere d’accordo con un’opera così importante” ma “a oggi non sappiamo cosa succede alla fine del 2026” e “chiediamo una politica di settore che vada oltre”.

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