[Intervento Esclusivo] Cesare Bisoni, Presidente Unicredit: «Erogati 1,5 miliardi di euro per aiutare 71 mila imprese. L’economia italiana deve ripartire dal basso verso l’alto»

Gli effetti della pandemia da Covid-19 sull’economia italiana, così come a livello internazionale, saranno significativi e persisteranno per un periodo di tempo più o meno lungo a seconda della capacità di reazione dei sistemi economici, nazionali e locali. Di riflesso, interesseranno anche l’industria finanziaria.

Il sistema bancario italiano ha progredito nel tempo in termini di rafforzamento e UniCredit, in particolare, ha dimostrato una forte resilienza all’impatto di questa crisi. Ciò grazie al lavoro svolto negli ultimi anni sul fronte del rafforzamento patrimoniale, della costante riduzione dei rischi e della trasformazione digitale: fattori che hanno permesso al Gruppo di continuare a sostenere i clienti anche in un contesto senza precedenti come quello legato allo svilupparsi della pandemia.

In particolare, gli ingenti investimenti tecnologici effettuati negli anni recenti hanno permesso di assicurare, anche nel periodo di lockdown, lo svolgimento dell’attività bancaria e contemporaneamente di proteggere la salute dei dipendenti. Il 60% dei dipendenti del Gruppo è stato abilitato a lavorare da remoto, con una capacità della VPN, la rete di connessione, estesa a 60mila utenti.

In questo difficile periodo, UniCredit è riuscita a garantire sostegno alla clientela assicurando, tra l’altro, dopo un iniziale periodo di rodaggio, un pronto accesso alle facilitazioni creditizie governative e alla moratoria sui rimborsi dei prestiti. Con il Decreto Liquidità, ad esempio, UniCredit ha previsto nuove procedure per erogazioni veloci, sia per i finanziamenti garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia sia per quelli garantiti da SACE; in particolare, ha erogato quasi 1,5 miliardi di euro a circa 71 mila aziende italiane che hanno presentato richiesta di finanziamento fino a 30 mila euro. Il Gruppo ha, inoltre, accolto in Italia circa 205 mila domande di moratoria, da parte di famiglie e imprese, per un controvalore di 23,9 miliardi di euro.

Il dialogo già aperto con SACE ha consentito di rendere velocemente operativo il Decreto Liquidità: UniCredit è stata, infatti, la prima banca a deliberare un finanziamento con garanzia SACE con procedura semplificata; è stato concesso al Pastificio De Martino, a fine aprile, per un importo 10 milioni di euro.

UniCredit è stata anche la prima banca ad erogare un finanziamento con garanzia SACE, con procedura ordinaria, per 100 milioni di euro ad Oviesse, azienda leader nella grande distribuzione in Italia.

Con l’attenuazione della fase di emergenza sanitaria occorre ora saper guardare al futuro e far ripartire l’economia. Diventa importante agire in modo coeso, fare sistema assieme alle istituzioni e agli altri operatori economici per riattivare le leve dello sviluppo locale nell’ambito del contesto internazionale.

In quest’ottica, le banche sono chiamate a far sentire ancora di più la propria vicinanza ai territori, cioè alle esigenze delle singole collettività, nella consapevolezza che il primo piccolo sistema è proprio la comunità locale, che deve ritrovare i modi e le leve dello stare insieme e individuare le strade per un nuovo sviluppo.

Il supporto che UniCredit può dare ai sistemi socio-economici locali in qualità di grande banca commerciale paneuropea è molto rilevante a motivo della forte presenza sui mercati esteri e della possibilità di identificare best practice internazionali da proporre a livello locale, adattandole alle peculiari esigenze dei diversi territori, in modo da aumentare la competitività di sistemi, distretti ed aziende locali.

Esempi concreti, in tal senso, sono i B2B – volti a favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese in alcuni dei settori merceologici più rappresentativi delle specificità del territorio (come food & beverage, moda e turismo) allo scopo di promuoverne le esportazioni – o la piattaforma dei “capitali pazienti”, lanciata per far affluire capitali finalizzati allo sviluppo delle migliori PMI italiane (si stima che tale piattaforma potrebbe arrivare a veicolare fino circa 2 miliardi di euro di fondi). Ancora, le iniziative promosse per facilitare l’avvio delle Zone Economiche Speciali (ZES): l’organizzazione di incontri a Vienna e a Monaco hanno consentito di presentare le opportunità offerte dalle ZES agli imprenditori austriaci e tedeschi potenzialmente interessati ad investire nelle regioni italiane del Meridione.

Un fondamentale ingrediente per la ricetta del rilancio è lo sviluppo di un nuovo rapporto banca-territorio, che tenga conto delle trasformazioni tecnologiche in atto.

Il processo di trasformazione digitale dei processi bancari, come sopra accennato, ha permesso a UniCredit di reagire con tempestività ed efficacia alla crisi sanitaria e, in condizioni di normalità, consente alla clientela, sia corporate che retail, di accedere facilmente alla maggior parte dei servizi e prodotti bancari senza doversi recare presso uno sportello bancario.

Tale processo ha ovviamente avuto un impatto sulla rete commerciale, che non deve essere visto come un allontanamento della Banca dal territorio. Le filiali, infatti, liberate sempre più dallo svolgimento delle attività ripetitive e a basso valore aggiunto (sia per la Banca che per il cliente) possono svolgere con ancora maggiore efficacia un ruolo consulenziale e di supporto alle esigenze di business e di risparmio della clientela. In realtà come quella italiana – in cui la struttura economica è caratterizzata da imprese di piccola e media dimensione e sono ancora poche quelle che accedono direttamente ai mercati dei capitali – le strutture locali delle banche sono le uniche realtà alle quali gli imprenditori possono rivolgersi per le esigenze di finanziamento esterno o di sostegno alle strategie di crescita.

Oggi deve essere ancora più forte lo sforzo per valorizzare il rapporto della banca con il territorio, al fine di coglierne e soddisfarne tutte le esigenze: quelle delle imprese e del mercato del lavoro, quelle delle famiglie e dei privati. Solo con l’impegno di tutti gli attori si possono raggiungere i risultati sperati.

Un’efficace azione sinergica deve sempre più tener conto dei nuovi soggetti che insieme alla Banca possano far crescere la cooperazione tra i vari soggetti e far ripartire il clima di fiducia nei territori, creando delle reti tra aziende e settori che mettano a fattor comune conoscenze tecnologiche di base e know how a beneficio di tutti gli operatori.

A titolo d’esempio, UniCredit sta lavorando in modo sinergico con alcune Fondazioni di origine bancaria per sostenere i soggetti del terzo settore che rivestono un importante ruolo di cerniera e che possono svolgere un ruolo strategico nel rilancio dell’economia italiana.

Allo stesso modo, è stato avviato uno stretto rapporto con alcune Associazioni di categoria, Università e istituzioni locali al fine di realizzare importanti momenti di confronto con le imprese di territorio.

In quest’ottica UniCredit ha lanciato, nel 2020, l’iniziativa “UniCredit per l’Italia” per meglio indirizzare e rafforzare il sostegno all’economia italiana, sia a livello nazionale che locale. Ne sono un esempio le iniziative legate al supporto dei territori all’inizio dell’emergenza Covid, le attività di sponsorship di rilievo come quelle per la Motor Valley Fest e l’Acquario di Genova, il progetto “The Italian Way”, diretto a promuovere il rilancio delle eccellenze del Made in Italy, e la Digital & Export Business School, dedicata alle imprese.

Vanno poi ricordate le consistenti donazioni effettuate dalla Banca in favore di ospedali, Croce Rossa, Protezione civile, Università e Regioni che sono state in prima linea nella lotta al Covid-19.

Per il rilancio dell’economia italiana e dei territori è necessario fare leva sulle eccellenze. UniCredit è consapevole del potenziale di queste eccellenze ed è pienamente impegnata nel mettere a disposizione i suoi strumenti e la sua rete internazionale affinché sia possibile far ripartire l’economia nazionale “dal basso verso l’alto”, ricreando un clima di fiducia nei consumatori e nelle imprese, a partire da quelle di piccola e media dimensione, struttura portante della nostra economia.

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