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Più longevità, meno nascite: cresce la pressione sulle pensioni | Lo scenario

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La speranza di vita cresce e incide sull’età pensionabile

Nel 2025 la speranza di vita a 65 anni continua a crescere e raggiunge quota 21,4 anni, in aumento rispetto ai 21,3 anni registrati nel 2024. Il dato emerge dalle ultime tabelle pubblicate dall’Istat sugli indicatori demografici e rappresenta un riferimento centrale per l’aggiornamento dei requisiti necessari per accedere alla pensione.

L’incremento della longevità incide infatti sia sull’età richiesta per la pensione di vecchiaia sia sui requisiti contributivi per la pensione anticipata. Il prossimo scatto dell’età pensionabile, atteso per il 2029, dipenderà dal confronto tra il biennio 2023-2024 e quello 2025-2026. Tuttavia, il dato relativo al 2025 resta ancora provvisorio e verrà aggiornato nel mese di dicembre.

Permane inoltre una differenza significativa tra uomini e donne. La speranza di vita a 65 anni per gli uomini raggiunge i 20 anni, mentre per le donne sale a 22,8 anni, confermando un divario costante nel tempo.

Un aumento costante dopo la fase della pandemia

Il dato del 2025 si inserisce in una dinamica di crescita progressiva che ha caratterizzato gli ultimi anni. Rispetto al 2020, anno segnato dalla pandemia, la speranza di vita a 65 anni è aumentata di 1,4 anni. Anche nel confronto con il 2015, l’incremento risulta evidente, con un aumento complessivo di 1,1 anni.

Questo andamento riflette una trasformazione strutturale della popolazione italiana, sempre più caratterizzata da un progressivo invecchiamento demografico. L’aumento della longevità, infatti, si affianca a un contesto segnato da un calo delle nascite e da una riduzione della popolazione in età lavorativa, elementi che incidono direttamente sulla sostenibilità del sistema previdenziale.

Evasione contributiva oltre i 10 miliardi annui

Accanto ai dati demografici, la relazione di verifica sull’attività dell’Inps, presentata dal Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ), evidenzia alcune criticità nel sistema previdenziale. In particolare, emerge la difficoltà nell’accertamento dell’evasione contributiva, che rappresenta un fattore rilevante per l’equilibrio finanziario dell’istituto.

Nel 2025, l’evasione contributiva accertata al netto delle sanzioni ha raggiunto i 525 milioni di euro, in aumento rispetto al 2024. Tuttavia, il fenomeno risulta sostanzialmente stabile nel quadriennio, attestandosi intorno ai 500 milioni, a fronte di una stima complessiva che supera i 10 miliardi di euro annui.

Nel corso degli ultimi quattro anni si registra inoltre una diminuzione del numero degli ispettori di vigilanza dell’Inps, passati da 884 a 736 unità. Nello stesso periodo, le ispezioni previdenziali effettuate hanno subito una riduzione significativa, scendendo da 10.576 nel 2022 a 8.311.

Migliorano i tempi di liquidazione delle pensioni

La relazione del Civ dell’Inps evidenzia anche un miglioramento nei tempi di gestione delle prestazioni previdenziali. Nel 2025, le pensioni della gestione privata accolte entro 30 giorni hanno raggiunto l’82%, in crescita rispetto all’81% registrato nel 2024.

Anche per la gestione pubblica si osserva un miglioramento, con il 93% delle pensioni accolte entro 30 giorni, rispetto al 91,5% dell’anno precedente e all’80% del 2023. Un andamento simile riguarda le domande di NASpI, accolte entro 30 giorni nel 93,8% dei casi nel 2025.

Nonostante questi progressi, il Civ segnala che la situazione resta problematica per quanto riguarda i tempi di erogazione del Trattamento di fine servizio (Tfs) e del Trattamento di fine rapporto (Tfr) ai lavoratori pubblici.

«La situazione rimane comunque insoddisfacente per gli eccessivi ritardi, che si aggiungono ai tempi già lunghi previsti dalla normativa», sottolinea il Civ dell’Inps.

Riforma della disabilità e carenza di personale medico

Infine, il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps richiama l’attenzione sulla riforma della disabilità e della non autosufficienza, la cui sperimentazione terminerà nel corso dell’anno per estendersi all’intero territorio nazionale dal 2027.

Secondo il Civ, restano elementi di incertezza legati alla disponibilità di risorse e alla capacità organizzativa del sistema.

«La riforma della disabilità e della non autosufficienza, considerando le incertezze normative e le limitate risorse messe a disposizione, la difficoltà nel reperire il personale medico e il ridimensionamento del fondamentale ruolo di supporto dei patronati, possono rappresentare elementi di ulteriore incertezza su cui è necessario vigilare», evidenzia il Civ.

Il quadro complessivo mostra quindi un sistema previdenziale che si confronta con un aumento costante della speranza di vita e con una trasformazione demografica destinata a incidere sempre più sulle politiche pensionistiche e sull’organizzazione dei servizi sociali.

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