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Indagine Ipsos-WeWorld: «La pandemia ha impoverito una donna su due»

La recessione economica tutta declinata al femminile che si trascina da anni, spesso sotto traccia, è esplosa con numeri da record durante la pandemia. A confermare il fenomeno è l’indagine “La condizione economica femminile in epoca di Covid-19” elaborata da Ipsos per conto di WeWorld, l’associazione indipendente che opera in Italia e nel mondo per la tutela di donne e bambini.

La ricerca, che sarà presentata giovedì 4 marzo nel corso del WeWorld Festival, ha raccolto le risposte di 1.000 donne. E le risposte sono drammatiche: il 54% ha subito nel 2020 una perdita secca di reddito.

L’indagine Ipsos aggiunge un altro tassello: la perdita di potere economico nel corso del 2020. In tutte le fasce di età e da Nord a Sud dello stivale, una donna su due dichiara una diminuzione delle entrate economiche che va da meno del 20% a più del 50%, con uno zoccolo duro del 21% concentrato in minori entrate tra il 20 e il 50%.

Le fasce più colpite sono quelle tra i 25 e i 34 anni (63%) e quelle tra i 45 e i 54 anni (60%). Quanto alla condizione familiare, a guidare la classifica dell’impoverimento con un 60% di risposte sono le donne non occupate con figli minori di 26 anni.

Le lavoratrici messe più a dura prova dalla crisi scatenata dalla pandemia sono le autonome: il 79% ha denunciato perdita di reddito, seguito a ruota da imprenditrici e professioniste che rappresentano il campione più colpito.

Il riflesso è anche quello della precarietà. Il 50% delle intervistate dice di sentirsi economicamente instabile e il 42% ha dichiarato di dipendere economicamente da altri. Risultato? Il timore di perdere il lavoro per una donna su due e il “divieto” di sobbarcarsi spese impreviste per il 38%. In definitiva, solo una quota del 36% ha affermato di non aver subito alcun effetto economico negativo.

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