Che il Coronavirus non abbia guardato in faccia nessuno è un dato acclarato ed è riuscito a frenare anche un’azienda che di freni (per veicoli) se ne intende, eccome. Non sono belli i numeri della Brembo che ha chiuso il primo trimestre con un utile dimezzato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e con i ricavi in calo del 13%. Ha pesato, e non poco, il lockdown. La Brembo, infatti, è in provincia di Bergamo, una delle zone più colpite dalla pandemia.
Guarda però al futuro il presidente Alberto Bombassei. “Sono fiducioso sulla possibilità di tornare a crescere, ancora più forti e determinati, nel medio e lungo periodo”.
I NUMERI DELLA BREMBO
La società, in ogni modo, non si sbilancia sulle previsioni dei risultati economico-finanziari del gruppo, ma gli effetti – dicono – si “presumono di entità significativa anche nei prossimi trimestri del 2020”. L’utile del trimestre si è attestato a 29,8 milioni di euro (-53,8%) , i ricavi a 575,9 milioni (-13,7%), e il margine operativo lordo (Ebitda) a 102 milioni. Il fatturato ha avuto un calo del 13% ma il mercato ha fatto registrare un -24%.
“Questo dimostra che la resilienza di Brembo è sempre molto tonica – ha detto il vice presidente esecutivo Matteo Tiraboschi – il comparto dell’auto è quello che ha provocato i maggiori danni, a causa del blocco della produzione in molti stabilimenti dopo l’epidemia. Le vendite di Brembo – continua – sono calate del 13,4% per l’auto, per i motocicli dell’11,7% e per veicoli commerciali del 19,3%. A livello geografico, le performance delle diverse aree sono state influenzate dalla tempistica di diffusione del virus e dalle progressive misure di contenimento del contagio. In Italia – continua Tiraboschi – le vendite calano del 10,9%, in Germania del 17,6%, in Francia del 24,7% e nel Regno Unito del 15,3%. Il mercato nordamericano (Stati Uniti, Messico e Canada) è in calo del 9,4% mentre quello sudamericano (Brasile e Argentina) registra una flessione del 17,1%. In Asia, l’India decresce del 12,6% e la Cina del 29,3%, mentre il Giappone segna un +3,0%. ”
Guardando al futuro, l’attesa guarda ad un secondo trimestre più “difficile, con la speranza che quelli successivi possano dare un segnale di risveglio dei mercati e una ripresa dei volumi – ha concluso il vice presidente – lo sconvolgimento di questi mesi, infatti, può portare alla luce opportunita’ di M&A che prima non potevamo considerare o che non erano considerabili”.








