Il settore dello shipping mondiale sta vivendo una profonda spaccatura, mettendo in pausa le ambizioni di sostenibilità per privilegiare la sopravvivenza economica.
Come riferisce il Financial Times, l’ultimo sondaggio dell’International Chamber of Shipping mostra che la fiducia verso carburanti “verdi” come ammoniaca e idrogeno è crollata, mentre quella nei combustibili fossili tradizionali è salita dal 41% al 50%.
La transizione sta incontrando resistenze concrete legate ai costi e alla scarsa disponibilità di opzioni alternative.
“Tutti vogliono essere ‘green’, nessuno vuole pagare per esserlo” – ha dichiarato al quotidiano britannico Alexander Saverys, Ceo di CMB Tech, una delle maggiori compagnie di navigazione quotate in borsa.
Mentre le negoziazioni presso l’International Maritime Organization (Imo) per raggiungere l’obiettivo “net zero” entro il 2050 subiscono bruschi rallentamenti a causa di divergenze geopolitiche, gli armatori esplorano strade divergenti.
Molti armatori, in particolare quelli greci, stanno tornando ai combustibili fossili facendo leva sulla maggiore efficienza delle navi di nuova generazione.
Altri si affidano a soluzioni pionieristiche, come le tecnologie di cattura della CO2 che convertono i gas di scarico in pietra calcarea, oppure scommettono sulla propulsione nucleare.








