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Il Sostegno alle imprese come strumento di crescita del Paese | L’intervento di Giuseppe Padrizzi, Presidente UCID

Gli strumenti di sostegno alle imprese, la semplificazione burocratica, il supporto dello Stato alle imprese nelle fasi di transizione e nel percorso di internazionalizzazione, l’Insegnamento Sociale della Chiesa come base etica e pragmatica del sostegno alla iniziativa dei privati: saranno questi alcuni dei temi che affronteremo oggi alla LUMSA, nel corso del nostro primo evento pubblico organizzato dall’Ucid, Sezione di Roma “Quadragesimo Anno”.

Saranno con noi imprenditori, rappresentanti delle Istituzioni e dirigenti di primo piano: Bernardo Mattarella, amministratore delegato di Invitalia, Pasquale Salzano, presidente di Simest, Simona Alberini, presidente di ABB Spa, Gianfranco Torriero, vice direttore generale vicario dell’Abi, Massimo Garavaglia, presidente Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Marco Osnato, presidente Commissione Finanze della Camera, Fausta Bergamotto, sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il ruolo sociale delle imprese è sempre più centrale nella costruzione delle comunità in cui viviamo e come imprenditori, manager e professionisti cattolici riteniamo di poter dare un contributo al dibattito sullo sviluppo economico e sociale del Paese.

La Dottrina Sociale della Chiesa, che rappresenta sicuramente un riferimento etico per tutti i credenti impegnati in attività economiche, può assicurare un approccio pragmatico alla soluzione dei problemi dell’impresa anche per i non credenti, perché attraverso l’applicazione dei suoi principi, primo fra tutti quello di sussidiarietà, può favorire una dinamica virtuosa nei rapporti tra imprese ed istituzioni.

Siamo convinti infatti che, in un contesto ogni giorno più complesso, caratterizzato da fasi di transizione che possono avere un impatto importante sulla vita delle famiglie e delle imprese, soprattutto quelle più deboli e meno pronte ai cambiamenti, la funzione dello Stato debba essere principalmente quella di supportarle e proteggerle di fronte al rischio di disorientamento in mercati globali sempre più competitivi.

Al tempo stesso, allo Stato è richiesto un grande sforzo di semplificazione burocratica e normativa, al fine di impedire che l’eccessiva produzione di vincoli nelle attività dei privati possa ostacolarne irrimediabilmente la crescita, limitando così la capacità competitiva del sistema economico e sociale del Paese, considerato nel suo complesso.

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