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Il rischio di credito delle imprese è in lieve miglioramento | Lo scenario

Dopo un periodo di instabilità il rischio di credito delle aziende italiane potrebbe migliorare nel prossimo anno, anche se l’approccio degli imprenditori resterà prudente.

Questa è la previsione formulata da Cerved Rating Agency all’interno del Credit Outlook 2023/2024.

Secondo l’esame della società guidata da Fabrizio Negri, scrive MF-Milano Finanza, per le imprese non-finanziarie italiane la probabilità di default a settembre 2024 potrebbe mantenersi a livelli allineati a quelli riscontrati nel corso dell’ultimo biennio, con un valore pari al 5,76% dal 5,87% attuale.

Si riscontrerebbe quindi una leggera flessione (-1%) del rischio di credito complessivo ma la rischiosità media di portafoglio resterebbe ampiamente superiore al livello pre-Covid.

Sebbene si stiano riscontrando segnali incoraggianti lato inflazione e prezzi energetici, in deciso ridimensionamento rispetto ai valori di un anno fa, l’incertezza geo-politica e il rallentamento economico continueranno ad avere un impatto significativo sul rischio di credito.

Inoltre, nonostante il ciclo di rialzi dei tassi sia vicino alla conclusione, il costo del denaro resterà alto a lungo e frenerà la capacità di spesa e di investimento.

“Lo scenario atteso nei prossimi mesi”, conferma l’ad Negri, “suggerisce ancora un atteggiamento prudenziale nella valutazione del merito creditizio delle imprese italiane: il rallentamento economico, i tassi elevati e le incertezze geopolitiche impediscono il riassorbimento del rischio percepito che si attesterebbe a settembre 2024 intorno al 5,76% rispetto al 5,87% attuale, in linea con quanto riscontrato nell’ultimo biennio”, conclude Negri.

Nello scenario base la probabilità di default mostrerebbe una moderata riduzione portandosi al 5.76% sulla base di uno contesto geo-politico che non preveda escalation nel conflitto Russia-Ucraina, della continuazione del trend di rientro dell’inflazione verso il target Bce del 2% e di un’economia globale che eviterà la recessione nel 2024.

Inoltre, l’economia italiana dovrebbe beneficiare in misura ancora maggiore della disponibilità dei fondi del Pnrr.

D’altro canto, in uno scenario avverso in cui peggiorano le relazioni geo-politiche a livello globale, un deciso rallentamento della congiuntura economica anche nel 2024 unito ad un rialzo dei prezzi energetici e dei tassi di interesse, la probabilità di default tornerebbe invece a salire fino al 6,05%.

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