Bill Gates è intervenuto nel dibattito su ChatGpt e dopo la lettera aperta pubblicata la scorsa settimana da un gruppo di esperti e imprenditori, tra cui Elon Musk, che chiede una pausa di sei mesi nello sviluppo di progetti di AI, compreso ChatGpt. «Una pausa allo sviluppo dell’intelligenza artificiale non risolverebbe le sfide future», sostiene Gates.
Sul noto software, in scia dell’Italia, si è acceso intanto il faro privacy del Canada, a cui potrebbero accodarsi Francia, Germania e Irlanda. Mentre il presidente Usa Joe Biden chiede alle società tecnologiche di rendere sicuri i loro progetti di intelligenza artificiale prima di lanciarli sul mercato. Per Bill Gates, filantropo e co-fondatore di Microsoft, azienda che sta investendo miliardi in ChatGpt e nella società che l’ha creato OpenAi, in una intervista a Reuters online riconosce l’importanza di identificare i possibili rischi di un approccio incondizionato all’intelligenza artificiale ma invita a focalizzarsi sui benefici e «su come utilizzare al meglio gli sviluppi, poiché sarebbe difficile capire come una pausa potrebbe funzionare a livello globale».
Qualche giorno fa sul suo blog, in un post intitolato “The Age of AI has begun” il filantropo ha inoltre sottolineato che l’Intelligenza artificiale potrebbe essere, ad esempio, uno dei modi per ridurre le disuguaglianze del mondo eliminando le barriere linguistiche e velocizzando l’assistenza sanitaria. «Non capisco davvero chi dovrebbe fermarsi, quali Paesi e perché» osserva. «Certo ci sono tante opinioni diverse in questo settore, quello che dobbiamo fare è identificare le aree difficili su cui intervenire».
Mentre lo sviluppo di sistemi come ChatGpt non si arresta – la testata Bloomberg sta lavorando ad un suo modello dedicato al settore della finanza – cresce il numero dei paesi che dopo l’Italia accende un faro privacy sul popolare software di OpenAi. Il Canada ha aperto un’indagine sulla società americana in risposta ad una «denuncia relativa alla raccolta, all’uso e alla divulgazione di informazioni personali senza consenso». Mentre le autorità di regolamentazione privacy di Francia e Irlanda hanno contattato l’omologo italiano per saperne di più sui rilievi fatti. E la Germania potrebbe seguire le orme dell’Italia bloccando ChatGpt per problemi di sicurezza dei dati. «Non vogliamo lasciare l’Italia, l’opinione pubblica è con noi», ha detto in una intervista a La Stampa, Mira Murati, Chief Technology Officer di OpenAi.
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