“Su questo provvedimento (la tassa sugli extraprofitti ndr) è in corso una discussione interna alla maggioranza e un confronto governo-Abi.
Credo sia giusto attendere l’esito del percorso parlamentare.
È importante che si raggiunga il giusto risultato, anche per non incrinare la fiducia degli azionisti e degli investitori internazionali”.
Lo sottolinea il ceo di Unicredit, Andrea Orcel in un’intervista sul supplemento economico del Messaggero.
“I tassi d’interesse di oggi sono in linea con il passato.
L’eccezione è stata piuttosto quella dell’ultimo decennio – con i tassi negativi che comprimevano artificialmente i livelli di profitto delle banche”, aggiunge poi il banchiere.
Quanto poi al fatto che questa tassa straordinaria possa condizionare il negoziato per il rinnovo del contratto Orcel evidenzia che “durante le discussioni con i sindacati sarà necessario valutare attentamente tutte le variabili macroeconomiche.
L’inflazione e i suoi effetti sul potere d’acquisto dei nostri dipendenti sono temi centrali nelle trattative in corso.
Sono certo che si possano trovare soluzioni positive, in cui i dipendenti siano riconosciuti per il loro contributo ai risultati aziendali.
So che l’Abi – afferma – sta conducendo queste discussioni e, per quanto ne so, queste conversazioni sono costruttive”.
Il ceo parla anche più strettamente del percorso di Unicredit e ricorda: “Solo quest’anno stiamo assumendo 4000 persone, di cui quasi 1000 in Italia e abbiamo rinnovato 700 filiali nel Paese.
Inoltre, negli ultimi 18 mesi abbiamo investito in tecnologia e digitale a livello di gruppo oltre 1,3 miliardi di euro”.
Credo sia giusto attendere l’esito del percorso parlamentare.
È importante che si raggiunga il giusto risultato, anche per non incrinare la fiducia degli azionisti e degli investitori internazionali”.
Lo sottolinea il ceo di Unicredit, Andrea Orcel in un’intervista sul supplemento economico del Messaggero.
“I tassi d’interesse di oggi sono in linea con il passato.
L’eccezione è stata piuttosto quella dell’ultimo decennio – con i tassi negativi che comprimevano artificialmente i livelli di profitto delle banche”, aggiunge poi il banchiere.
Quanto poi al fatto che questa tassa straordinaria possa condizionare il negoziato per il rinnovo del contratto Orcel evidenzia che “durante le discussioni con i sindacati sarà necessario valutare attentamente tutte le variabili macroeconomiche.
L’inflazione e i suoi effetti sul potere d’acquisto dei nostri dipendenti sono temi centrali nelle trattative in corso.
Sono certo che si possano trovare soluzioni positive, in cui i dipendenti siano riconosciuti per il loro contributo ai risultati aziendali.
So che l’Abi – afferma – sta conducendo queste discussioni e, per quanto ne so, queste conversazioni sono costruttive”.
Il ceo parla anche più strettamente del percorso di Unicredit e ricorda: “Solo quest’anno stiamo assumendo 4000 persone, di cui quasi 1000 in Italia e abbiamo rinnovato 700 filiali nel Paese.
Inoltre, negli ultimi 18 mesi abbiamo investito in tecnologia e digitale a livello di gruppo oltre 1,3 miliardi di euro”.
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