“Governo allo scontro con i magistrati?
Non è così.
Credo che questo esecutivo non abbia manifestato alcun interesse ad alimentare lo scontro, ha solo avanzato una legittima perplessità dettata dalla peculiarità degli ultimi fatti.
Mi riferisco alle vicende Santanchè e Delmastro.
Dopodiché, che all’interno del sindacato dei magistrati ci sia una componente politicizzata ben organizzata, che da tempo guarda con particolare livore al centrodestra e ai suoi rappresentanti, credo non sia una sorpresa”.
Lo dice in una intervista a Il Messaggero il ministro della Protezione civile e del Mare, Nello Musumeci.
“Bisogna sempre avere fiducia nella magistratura, anche quando perde credibilità, come negli ultimi anni.
Confidando che la parte migliore, quella che impronta la propria azione a spirito di responsabilità e imparzialità, come dovrebbe sempre far ogni magistrato, sia prevalente rispetto alla componente politicizzata.
Non c’è dubbio che questo governo abbia sempre creduto nella funzione insopprimibile della magistratura.
Ma non può essere accusato di invasione di campo se, democraticamente eletto, decide di varare una riforma dell’ordinamento giudiziario”, prosegue Musumeci, per il quale sulla separazione delle carriere bisogna accelerare: “Era uno degli obiettivi programmatici del centrodestra in campagna elettorale.
E gli impegni con gli elettori si mantengono.
Una riforma in tal senso renderebbe più credibile la magistratura e più autorevole la politica”.
“Dimissioni di Santanchè in caso di rinvio a giudizio?
Non sarebbe da Stato di diritto”, prosegue il ministro, per il quale invece “la vicenda Delmastro presenta un’anomalia che ha alimentato serie preoccupazioni Nordio ha già detto che cambierà le norme”.
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