“In Italia abbiamo accumulato circa 8-10 miliardi di euro destinati alla messa in sicurezza del territorio e che, per mille difficoltà, non vengono spesi”.
Lo ha detto il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, incontrando a Senigallia i sindaci dei comuni colpiti dall’alluvione del settembre 2022.
Il ministro, parlando con i giornalisti, ha fatto un riferimento proprio ai sindaci, alcuni dei quali si erano lamentati per le lentezze legate all’eccessiva burocrazia che rallenterebbe i flussi delle risorse: “E’ inutile chiedere denaro quando non è stato speso quello che è disponibile – ha detto -.
Le risorse ci sono: bisogna prima spendere quelle disponibili e poi ottenere le altre”.
Da qui la richiesta che i sindaci “non possono che essere cooperatori in questo progetto strategico, che deve fare i conti con una normativa non sempre facile, agile e snella”.
Quindi, riferendosi direttamente alle Marche, ha aggiunto che “il fattore ‘risorse finanziarie’ non esiste, il governo ha fatto “quello che forse in nessun’altra calamità era stato mai fatto, 400 milioni di euro, adesso dobbiamo tutti lavorare, e già facendo lo si sta facendo”.
Scopo della sua missione, ha detto il ministro, è “verificare lo stato dei luoghi, quello che è stato fatto e soprattutto quello che c’è ancora da fare: è compito del governo nazionale monitorare l’attività sul territorio, il nostro interesse è di assicurare le risorse necessarie, ma al tempo stesso accertarci che siano utilmente spese”.
Il ministro, che farà tappa a anche a Pesaro, ha ricordato che “serve progettare, aprire cantieri, rimettere in sesto il territorio, evitare che si ripeta il danno che abbiamo già registrato”.
Da qui l’auspicio che “non si ricostruisca per tamponare, ma per ridurre il potenziale rischio a cui è esposto un territorio”.
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