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Il Governo riscrive il Pnrr, ecco il piano | Lo scenario

Il tempo per riscrivere il Pnrr è sempre meno. Secondo quanto svela un retroscena di Palazzo raccolto dal quotidiano Italia Oggi, «entro una settimana al massimo i singoli ministeri dovranno inviare al ministro Raffaele Fitto un report con le proprie osservazioni e richieste sulla riforma della governane e sulle semplificazioni necessarie per evitare che il Piano nazionale di ripresa e resilienza si incagli proprio nell’anno in cui è chiamato a realizzare il massimo sforzo con 27 obiettivi da centrare entro il 30 giugno (per ricevere la quarta rata di finanziamenti pari a 16 miliardi) e ben 69 entro il 31 dicembre (per incassare la quinta rata da 18 miliardi)».

«Sempre entro una settimana i dicasteri, titolari di interventi finanziati dal Recovery fund, dovranno inviare al dipartimento per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr le proprie richieste di riprogrammazione degli obiettivi all’interno dei target assegnati a ciascuno di essi. Tutto questo al fine di realizzare un’allocazione più efficiente delle risorse assegnate dall’Ue. Delle richieste che dai singoli ministeri arriveranno sul tavolo di Fitto sarà fatta sintesi nel nuovo decreto-legge Pnrr (il terzo dal 2021) che dovrà essere licenziato dal governo al massimo entro fine mese e che costituirà la base per trattare con Bruxelles le modifiche al Piano».

«La cabina di regia, riunitasi giovedì sotto la presidenza di Fitto, ha indicato ai ministri un percorso chiaro: fare presto nel segnalare criticità su governane, semplificazioni e riprogrammazioni di risorse perché entro fine marzo l’Italia dovrà concordare con la Commissione europea le eventuali modifiche a milestone e target» scrive Francesco Cerisano. «In tempo utile per centrare i target del 30 giugno e consentire l’inserimento nel Pnrr del capitolo RePower Eu (il piano della Commissione europea per rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi molto prima del 2030, a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina) così come deciso dal Parlamento europeo a novembre».

«Con RePower Eu Strasburgo intende non solo favorire l’autonomia dai combustibili fossili russi e accelerare sulla transizione verde, ma anche affrontare la crescente povertà energetica di famiglie e imprese. Nel frattempo, in cabina di regia proseguiranno gli incontri bilaterali dove sarà verificato lo stato di attuazione di ciascuna misura. Osservati speciali sono gli enti locali, principali soggetti attuatori del Pnrr con 40 miliardi di fondi da spendere, ma in grave ritardo proprio sul fronte della spesa e dell’avvio dei progetti».

«Il motivo? Le cause sono molteplici e vanno ricercate nella governane poco chiara, nella carenza di personale specializzato, nella burocrazia. Ai comuni mancano ancora dipendenti per attuare il Pnrr. Ma spesso anche i municipi che hanno assunto non sanno come utilizzare le risorse umane a lo- ro disposizione. Come emerso nel recente webinar organizzato da Anci, Ministero dell’Interno e Mef per illustrare i manuali operativi sulle procedure Pnrr, ci sono funzionari esperti, assunti con contratto a tempo determinato fino al 2026 nell’ambito del concorso 2022 tecnici Coesione Sud, che dopo 4 mesi di servizio non hanno ancora ricevuto alcuna istruzione su cosa fare in merito al Pnrr».

«Assunti per non far nulla, insomma. Tecnici che non sanno che pesci prendere, esperti che si chiedono da dove iniziare. Accade soprattutto al Sud, ma non solo. Ecco perché Fitto, prima di metterci la faccia con la Commissione Ue e avanzare richieste di riprogrammazione odi proroga che sarebbero comunque viste con una certa diffidenza (la solita Italia che chiede proroghe) vuole vederci chiaro e chiede a tutti (ministeri, regioni, province e comuni) uno sforzo di trasparenza. Per evitare, qualora gli obiettivi di giugno non venissero centrati, che un fallimento nazionale si trasformi in una disfatta individuale» conclude il giornalista del quotidiano economico.

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