https://audiovisual.ec.europa.eu/en/video/I-219559?&lg=IT
Riportiamo il discorso integrale pronunciato dalla Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, pronunciato durante la Sessione Straordinaria del Parlamento Europeo alla presenza del presidente Ucraino Zelensky a seguito della guerra con la Russia.
“Quest’oggi ci troviamo nell’oscura ombra gettata dalla guerra di Putin. Una guerra che non abbiamo provocato. Una guerra a cui non abbiamo dato inizio. Una invasione abietta di uno Stato sovrano e indipendente.
A nome del Parlamento europeo, condanno con la massima fermezza l’aggressione militare russa contro l’Ucraina ed esprimo la mia solidarietà a tutti coloro che soffrono e con tutti coloro che sono stati uccisi.
Il messaggio dall’Europa è chiaro: noi reagiremo. Non volgeremo lo sguardo dall’altra parte quando coloro che combattono nelle strade per i nostri valori devono affrontare la massiccia macchina da guerra di Putin. Sosterremo la giurisdizione e le indagini della Corte penale internazionale sui crimini di guerra in Ucraina. Putin dovrà risponderne, lo riterremo responsabile… proprio come dovrà risponderne Lukashenko.
Siamo di fronte a una sfida esistenziale per l’Europa che conosciamo, l’Europa per cui moltihanno dato così tanto.
Questo è il motivo per cui, in questo giorno così importante, sono lieto di annunciare che il presidente Zelenskyy tra poco si rivolgerà a noi, seguito dal presidente del parlamento Ucraino Ruslan Stefanchuk, presidente della Rada. E permettetemi di dare un benvenuto speciale all’Ambasciatore dell’Ucraina e al popolo ucraino presente oggi in plenaria.
Signor Presidente, grazie per aver mostrato al mondo cosa significhi reagire. Grazie per averci ricordato i pericoli dell’autocompiacimento.
Ogni giorno gli atti di straordinario eroismo da parte degli ucraini sono fonte di ispirazione per tutti. Le forze di difesa e i cittadini fanno il sacrificio supremo per posticipare l’arrivo di una colonna di carri armati. Degli anziani che si alzano per affrontare le truppe russe con nient’altro che orgoglio e girasoli come arma. Donne coraggiose costrette a partorire nelle stazioni della metropolitana accanto ai loro kalashnikov.
Hanno mostrato al mondo che vale la pena difendere il nostro modo di vivere. Vale la pena affrontare questo costo. Tutti coloro che ricordano di aver vissuto sotto occupazione lo confermeranno. Tutti quelli che reagiranno in Bielorussia. Tutti quelli che ci guardano in Moldova – in Georgia: ne vale la pena.
Ne vale la pena. Per noi, per la prossima generazione, per tutti coloro in Ucraina e nel mondo che credono nell’Europa e nel nostro modo di vivere. E per tutti coloro che vogliono essere liberi.
La nostra risposta europea è emersa chiaramente negli ultimi giorni dolorosi. Questo deve essere il nostro momento “whatever it takes”, ad ogni costo.
Gli Stati vicini hanno accettato centinaia di migliaia di ucraini in fuga, gli europei hanno ospitato gli ucraini nelle loro case, abbiamo implementato una serie di sanzioni massicce senza precedenti, siamo andati oltre e forniremo le armi tanto necessarie all’Ucraina. Abbiamo dichiarato che gli aerei russi e i jet privati degli oligarchi non sono più i benvenuti nei nostri cieli aperti.
Abbiamo fatto un passo in più chiedendo che la Russia venga estromessa dal sistema SWIFT. Abbiamo bandito gli strumenti di propaganda del Cremlino. I cittadini europei, le organizzazioni, le imprese, lo sport hanno preso una posizione chiara e decisa, sottolineando che non accetteranno né accoglieranno un aggressore.
E l’Europa è pronta a fare ancora di più.
Riconosciamo la prospettiva europea dell’Ucraina. Come afferma chiaramente la nostra risoluzione, accogliamo con favore, signor Presidente, la domanda dell’Ucraina per lo status di paese candidato e lavoreremo per raggiungere tale obiettivo. Perché dobbiamo affrontare il futuro insieme, e lo faremo.
Signor Presidente, siamo al suo fianco nella sua lotta per la sopravvivenza, in questo momento buio della nostra storia. Quando guarderà al Parlamento europeo troverà sempre un alleato, uno spazio per rivolgersi all’Europa e al mondo, e sempre, sempre un amico.
Il Parlamento europeo ha una lunga e orgogliosa storia nell’essere una spina nel fianco degli autocrati e in questo spirito cercherò di vietare a qualsiasi rappresentante del Cremlino di entrare negli edifici del Parlamento europeo. Perché gli aggressori e guerrafondai non hanno posto nella Casa della democrazia.
Caro Presidente, cari Deputati, vorrei concludere esponendo quattro principi importanti per il nostro futuro:
- Innanzitutto, l’Europa non può più continuare a dipendere dal gas del Cremlino. Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per diversificare i nostri sistemi energetici verso un’Europa che non dipenda più dagli autocrati. Ciò rafforzerà la nostra sicurezza energetica.
- In secondo luogo, l’Europa non può più accogliere i contanti del Cremlino e fingere che non ci siano connessioni. Gli oligarchi di Putin e coloro che lo finanziano non dovrebbero più essere in grado di usare il loro potere d’acquisto per nascondersi dietro una patina di rispettabilità – nelle nostre città, comunità… o nei nostri club sportivi. I loro super yacht non dovrebbero trovare porto nella nostra Europa. E non possiamo più vendere passaporti agli amici di Putin permettendo loro di eludere la nostra sicurezza. Non più.
- In terzo luogo, l’investimento nella nostra difesa deve corrispondere alla nostra retorica. L’Europa deve muoversi per avere una vera e propria Unione della sicurezza e della difesa. L’ultima settimana abbiamo dimostrato che è possibile e auspicabile, e più di ogni altra cosa risulta necessario.
- E in quarto luogo, dobbiamo combattere la campagna di disinformazione del Cremlino e invito i social media e i conglomerati tecnologici a prendere sul serio le proprie responsabilità e a capire che non c’è neutralità tra i due fuochi.
Presidente Michel, Presidente Von der Leyen, Alto rappresentante Borrell, grazie per aver assicurato l’unità europea e l’impegno profuso nell’affrontare questa minaccia.
So che tutti noi, tutti i membri di questo Parlamento, porteremo il messaggio di unità dell’Europa ai nostri cittadini.
Presidente Zelenskyy, grazie. Adesso siamo insieme. Saremo insieme in futuro. Perché noi siamo con l’Ucraina.
Grazie”
Per saperne di più:

Bene il sollievo ai redditi medi, ma la flat tax riduce la giustizia fiscale | L’analisi

La patrimoniale del 5% in California è colpa dell’Europa | L’analisi del Wall Street Journal

Manovra 2027: finanza ed energia pagano il conto per restare sotto il 3% di deficit, con Tobin tax e...

Manovra, la vera misura è la prudenza | L'analisi

Manovra, banche e assicurazioni pagano il conto: oltre 5 miliardi nel 2027 | L’analisi






