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Ignazio La Russa: “I segnali sono gravi, lo Stato deve difendersi”

“Ho fatto tante manifestazioni nella mia vita e sia chiaro io non vieterei mai un corteo, anche se fosse a favore dell’abolizione del 41 bis. Ma se si trascende, lo Stato deve difendersi e le nostre Forze dell’ordine hanno tutta la mia solidarietà”.

Lo dice il presidente del Senato Ignazio La Russa in un’intervista in apertura del Messaggero, parlando delle manifestazioni degli anarchici a favore di Cospito e contro il 41bis. Frena sul paragone con gli anni di piombo: “è “azzardato”.

“Non vedo le stesse condizioni”, “ciò non vuol dire che siano meno gravi le cose che possono succedere. Gli allarmi lanciati sono veri e giustificati”.

“Il pericolo è di altra natura rispetto agli Anni di piombo – osserva La Russa – ma lo Stato deve essere pronto in ogni caso a difendersi. E se saremo compatti non penso ci possano essere nuove derive verso un terrorismo tipo Brigate Rosse”.

“Credo – prosegue il presidente del Senato – che neppure i gruppi anarchici vogliano andare verso una stagione di terrorismo. Sarebbe ingeneroso nei loro confronti pensare ciò.

Sono pericoli di natura diversa, assolutamente da condannare e controllare ma non possiamo equipararli a chi sparava alla gente”.

Quindi conferma l’importanza del regime speciale: “Per terroristi e mafiosi c’è il 41 bis. Non gli si deve lasciare la possibilità di comunicare con l’esterno. Sono pericolosi. E questo è un punto su cui vorrei non fossimo divisi tra destra e sinistra”.

Sulla visita in carcere a Cospito da parte di alcuni esponenti dem, risponde che “a volte a me rimproverano di essere poco prudente.

Diciamo che forse è stato imprudente in questa fase compiere un’azione di per sé assolutamente legittima di controllo sulle condizioni dei detenuti.

Inevitabile che in questo contesto qualcuno a destra chieda cosa ci siete andati a fare”.

Parlando delle tensioni in parlamento in via generale osserva che “un eletto non può essere censurato per le sue opinioni, giuste o sbagliate che siano quando non trascendono i limiti del regolamento” ma “non si può accostare il Pd alla mafia”.

E rilancia l’invito della premier Meloni ad “abbassare i toni”.

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