I crescenti tassi d’interesse stanno pregiudicando la ripartenza in Europa e, in particolar modo in Italia, un Paese con debolezze strutturali maggiori rispetto ad altre nazioni europee, come ad esempio la Francia e la Germania che sembrano soffrire di meno la situazione attuale.
Ma facciamo un passo indietro.
La tecnica di incrementare i tassi di interesse al fine di arginare l’inflazione è adottabile in due casi: quando è stata stampata troppa moneta, per cui si è prodotto un flusso elevato di moneta liquida, oppure quando la domanda è molto alta per cui si verifica un aumento dei prezzi.
Nessuna di queste due circostanze, però, si è verificata in Europa; nessuno dei due casi enunciati corrisponde alla situazione economica in Europa, né nel nostro Paese, dove, infatti, l’inflazione è dovuta esclusivamente all’offerta delle materie prime: gas, energia elettrica e petrolio in primis, di conseguenza all’offerta e non alla domanda.
L’attuale politica economica porta al blocco degli investimenti delle aziende proprio a causa dei tassi elevati, e genera una crisi anche per le famiglie che devono far fronte a mutui sempre più onerosi a seguito dell’incremento dei tassi.
È pertanto concreto il grave pericolo di una stagflazione.
In sostanza, gli unici a beneficiare dell’incremento dei tassi di interesse sono le banche, che producono, in tal modo, degli utili da record.
Anche alcuni settori, come quello alimentare ad esempio, producono moltissimi utili, avendo ingiustificatamente aumentato i prezzi, anche del 15%, incrementando, così, la preoccupazione per l’inflazione.
Un’autocritica va fatta: ci siamo ostinati a seguire la politica economica degli Stati Uniti d’America – dove la crescita dell’inflazione è dovuta a tutt’altri motivi – invece di perseguire una politica basata sulle caratteristiche del nostro Paese, senza guardare oltre oceano.
L’UE non solo non è paragonabile agli USA, avendo un’economia propria bastata su altri presupposti e su altre caratteristiche, ma in più ha una guerra in casa che gli Stati Uniti non hanno.
Per dirla con uno slogan: “Draghi è riuscito a salvare l’Europa e la Von der Leyen, se non si ferma, l’affosserà”.








