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Giuseppe Argirò, AD CVA: “Lo shock energetico non è finito. Occorre accelerare sulle Rinnovabili per salvare il clima e la sicurezza nazionale” | Stati Generali della Ripartenza

Dal mio punto di vista parlare di autonomia energetica e quindi di sicurezza nazionale significa parlare di energie rinnovabili nel nostro Paese, significa creare le condizioni per un riequilibrio del mix energetico“. Inizia con queste parole l’intervento di Giuseppe Argirò, amministratore delegato della Compagnia Valdostana delle Acque e vice presidente di Elettricità Futura, durante il panel “Autonomia energetica: tra efficienza di sistema e scelte strategiche” che si è tenuto agli Stati Generali della Ripartenza organizzati a Bologna dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia.

Io non ho un approccio ideologico a questi temi“, ha precisato l’amministratore delegato, “ma ho paura che il sistema delle fonti rinnovabili sia un sistema inerziale rispetto ad altri ambiti, perché rappresentiamo un settore strategico forse non opportunamente sostenuto“.

Dopo aver precisato la natura dell’azienda di cui è a capo, “la CVA è un operatore al 100% di energia rinnovabile, siamo un’azienda totalmente pubblica, quindi generiamo valore dando una ricaduta sulla comunità su cui insistiamo, operiamo su tutto il territorio nazionale anche se siamo nati da uno spin off di Enel in Valle d’Aosta come grande centrale idroelettrica“, Argirò ha fatto il punto di quanto successo negli ultimi anni in Italia.

La storia recente

“In questi anni siamo partiti prima con lo shock pandemico, che ha depresso i prezzi dell’energia elettrica a tal punto che se non ci fossero state condizioni intelligenti di copertura fatte negli anni precedenti e di sostenibilità forte economico-finanziaria degli operatori, a quei prezzi in pochi avrebbero retto. Immediatamente dopo abbiamo avuto lo shock post-pandemico, che ha fatto riprendere l’economia in maniera eccessiva, molto elevata, e quello shock post-pandemico ha cominciato a generare un effetto contrario, cioè un rialzo dei prezzi che poi si è acuito e su cui poi si è inserito il problema geo-politico di riduzione, prima, e di interruzione poi del flusso di gas da parte della Russia“, ha ribadito il Vice Presidente.

Ma ai giorni d’oggi la crisi non può dirsi superata: “Questo shock non è finito, assistiamo oggi alle tensioni che vengono dal Medio Oriente e che potrebbero essere a loro volta foriere di ulteriori shock, pensiamo per esempio a quanta rilevanza strategica ha l’approvvigionamento dall’Algeria, vista la sua posizione così forte presa a favore di Hamas. Quindi il sistema è ancora fragile e come facciamo a ridurre questa fragilità, sapendo di non poterla risolvere definitivamente?”

Il riequilibrio del mix energetico è ormai necessario

Una soluzione – propone Argirò – passa dal riequilibrio del mix energetico attraverso le fonti rinnovabili di energia che rappresentano una grande opportunità da tanti punti di vista. Innanzitutto dal punto di vista dell’autonomia energetica del Paese, quindi in ottica di sicurezza nazionale. Secondo poi in termini di convenienza economica, perché queste fonti di energia (segnatamente idroelettrica, fotovoltaica ed eolica) di cui oggi abbiamo la tecnologia sono tra le fonti di energia in assoluto meno costose dal punto di vista di produzione di energia elettrica, contro per esempio il nucleare di cui si sente parlare spesso e che invece è la fonte più cara in assoluto di produzione energetica“.

Per sfruttare la straordinaria opportunità che stiamo vivendo occorre però creare le giuste condizioni. “Per esempio, nell’ambito idroelettrico, che pochi sanno che rappresenta la più importante fonte rinnovabile di energia del Paese, c’è la necessità di fare investimenti rilevantissimi, che devono avere determinate condizioni che oggi non ci sono, perché manca per esempio un orizzonte chiaro sul tema delle concessioni, nodo ad oggi irrisolto su cui tanti stanno lavorando. Oggi viviamo una stagione drammatica per i tassi di interesse che è un tema rilevante per chi deve fare investimenti ad altissimo capitale fisso, e quindi costituisce un ulteriore elemento di frizionalità. Credo che questa opportunità noi come sistema Paese dobbiamo guardarla in faccia, analizzarla e capire bene quali possono essere le condizioni per sprigionarne le potenzialità“, ha affermato l’amministratore delegato.

Il problema occupazionale

Un altro grande problema è quello del reperimento di lavoratori specializzati: “Noi operatori del sistema energetico abbiamo un problema enorme a trovare lavoratori disponibili a venire nelle nostre aziende, c’è un gap drammatico formativo nel mondo dell’energia dal punto di vista occupazionale, in particolare di quello rinnovabile“.

Da qui l’appello che Argirò lancia al Paese: “Sarebbe importante quindi che un Paese come il nostro che prende coscienza e ha la competenza e il coraggio di investire nel futuro cominci a definire in maniera importante un assetto che dia formazione, dia capacità formativa alle persone che possono qui trovare occupazione. Questa sarebbe un’azione che darebbe anche un grande contributo a livello di sviluppo occupazionale“.

I numeri della crisi del settore energetico

Il recente shock energetico ha avuto effetti devastanti per l’Europa: “ha avuto un impatto sull’Unione europea secondo i dati dell’Ufficio della Camera dei Deputati di 715 miliardi di euro di soldi pubblici che si sono dovuti mettere a disposizione in Europa per rendere sostenibile il mancato impatto del gas russo sul sistema europeo. Di questi, 55 miliardi solo sull’Italia. Questi numeri ci danno l’idea di quanto sia urgente per il nostro Paese conquistare fette di autonomia energetica“, ha continuato a evidenziare Argirò.

Non bisogna crearsi illusioni: “Qui nessuno si illude che in pochi mesi o in modo completo e assoluto si possa determinare una condizione di autonomia, ma i leader del mondo ripetono con insistenza che siamo ormai sulla soglia di un baratro. Se le parole hanno un peso – ricorda il Vice Presidente – dobbiamo decidere se il processo di decarbonizzazione vogliamo farlo oppure no, abbiamo il dovere morale di pensare alle prossime generazioni. Il nostro Paese è stato per tradizione da sempre importatore di materia energica ma per la prima volta è detentore di materia prima energetica (acqua, sole e vento). Quindi ha una straordinaria opportunità“.

Io credo sia importante – ha concluso Argirò – che tutti insieme, anche partendo da occasioni autorevoli come questa, riprendiamo quelle che io chiamo le tre “c”: coscienza, consapevolezza e coraggio, magari aggiungendo anche la competenza. Se quelle parole drammatiche dette dai grandi del mondo prima delle Cop sono vere, dobbiamo riprendere il processo di decarbonizzazione e cerchiamo di fare in modo che per l’Italia diventi, e lo è, una straordinaria opportunità industriale, e soprattutto occupazionale, lavorando sulla formazione dei giovani“.

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