“Dal Covid alla guerra, dall’inflazione ai disordini sociali o persino mentali, c’è una comune causa di fondo. Il filo rosso che vediamo, credo, è la fine della ‘globalizzazione’ degli ultimi trenta o quaranta anni.
Il mondo torna a essere internazionale, ma come era all’inizio del ‘900″, dice il presidente della Commissione Esteri della Camera Giulio Tremonti al Corriere della sera, sottolineando che “in questo nuovo mondo in cui anche i governi decidono il futuro dell’industria e della tecnologia, sono per l’apertura di rapporti più stretti con Francia e Germania”.
Sempre in questo contesto, “paradossalmente dobbiamo temere la debolezza della Cina, più della sua forza.
Oggi lo scenario politico è dominato dalla crisi cinese” e “la minaccia è che strutture autoritarie in crisi cerchino un nemico esterno per compensare: di qui la posizione a rischio di Taiwan, il formarsi di nuovi, bellicosi schieramenti globali”.
Per saperne di più:

Patrizia Micucci, fondatrice di Aurora Growth Capital, sul contributo delle banche italiane: “Da pre...

Letizia Moratti: “La democrazia tutela anche chi la combatte”

Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, sul Silver Act e la longevità: “Non basta v...

Donato Candiano, manager di Omron, sul futuro dell’automazione: “L'IA è un aiuto, non un danno. L'Eu...

Renzi, l’anti-Meloni. Ma ha un nemico implacabile | L’analisi di Marcello Veneziani






