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Giuliano Ferrara su il Foglio: “I francesi ci rubano il mestiere”

Giuliano Ferrara sul Foglio punzecchia i macroniani critici verso l’Italia: “La petulanza è italiana – scrive l’ex direttore – siamo noi che amiamo pazzamente lo small talking, il chiacchiericcio, che invadiamo la rete digitale con miliardi di parole cellulari, primato mondiale, noi che sprotocolliamo senza sosta, noi che facciamo attendere Frau Merkel con l’allegra e mattoide informalità di un artista come Berlusconi sempre ai limiti dell’impolitesse.

E allora perché il ministro dell’Interno di Place Beauvau, Gérald Darmanin, e il presidente del partito di Macron, Stéphane Séjourné, ci rubano il mestiere?

Non è carino.

Si capisce lo stress del momento, la cavalcata di Marine Le Pen nell’autorevolezza presidenziabile solleva polvere tossica sulla scorta incendiaria della passione pensionistica francese, ma non è un buon motivo per cercare un recupero di popolarità a buon mercato con esercizi di petulanza all’italiana, per di più in modalità transfrontaliera.

Il consiglio che si può dare – osserva Ferrara – è che i bravi politici francesi imparino a combattere la Fronda a Parigi, magari meglio di quanto al momento riesce loro, piuttosto che rifugiarsi alla Garbatella, il quartiere di riferimento ‘dell’inumana, ingiusta, inefficace Meloni’.

A ciascuno la sua destra.

Oltre al resto, c’è un errore di prospettiva politica, grave per istituzioni da sempre magistrali nell’arte dello Stato.

Intanto Marine detesta Giorgia e ama Matteo, suo partner, ricambiata.

Meloni ha usato in passato una vocalità un po’ tanto grossolana e roboante per poi metterla al servizio di un faticoso progetto conservatore, che alle prossime europee potrebbe indicarla come l’unica leader di governo della superstite destra istituzionale, un minuscolo astro che orbita lontano, per ragioni forti di politica estera e di difesa, dall’orbita della Le Pen.

Che potrebbe anche rivelarsi disegno effimero e fallire, come falliscono tanti progetti, compresi i riformismi eleganti.

Macron ha schiantato la destra gollista e rivitalizzato la gauche massimalista e il frontismo riformato dell’estrema caciara postcoloniale, governa con ottimi risultati e qualche necessaria forzatura, ma non risulta un asso in termini di popolarità, succede.

La petulanza italiana antitaliana – conclude – non si vede come possa rafforzare la sua visione dell’Europa e del posto della Francia in Europa”.

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