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Giorgio Airaudo, Cgil Piemonte: “Chi nega l’elettrico non difende i lavoratori del settore auto”

“Io non credo che vaticinando tracolli dei posti di lavoro o invocando addirittura di allontanare la transizione ecologica verso l’elettrico si facciano gli interessi dei lavoratori italiani. Anzi, è esattamente il contrario”.

Ad affermarlo l’ex leader della Fiom piemontese e oggi segretario regionale della Cgil Giorgio Airaudo, in una intervista al Fatto Quotidiano.

“Frenare la transizione, negare l’ormai irreversibile percorso verso l’elettrico – aggiunge – significa non solo tradire l’impegno per l’ambiente, ma anche non difendere i lavoratori della componentistica italiana.

Se si continuasse a tenerli legati alle vecchie produzioni per il motore termico, li destineremmo a precipitare agli ultimi posti dell’occupazione in Europa: degli ultimi condannati a lavorare per vecchi prodotti.

Invece di essere ai primi posti e lavorare per i nuovi prodotti richiesti dal motore elettrico”.

Chi è che sta giocando questa partita sbagliata? “La politica che guida l’attuale governo di destra guarda già alle prossime Europee. In chiave anti Ue, per essere chiari.

A parole difendono l’occupazione, in realtà non stanno facendo nulla per gestire la transizione ecologica.

Stanno preparando invece il peggio per il lavoro legato all’automotive. Salvini e Giorgetti si fingono progressisti, ma sono dei reazionari”.

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