È vero che il Superbonus ha rilanciato il settore edilizio, ma «è stata una misura costata molto per benefici dati a pochi». Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al Question Time alla Camera. «Già il precedente governo ha adottato numerose modifiche in merito alla disciplina della cessione dei crediti in oggetto al fine di limitare gli abusi e i comportamenti fraudolenti» ha aggiunto.
«Inoltre, le disposizioni più recentemente introdotte, in particolare, hanno anche modulato l’elemento soggettivo della responsabilità, con particolare riferimento al caso della responsabilità solidale al fine di realizzare un equo contemperamento tra l’esigenza di contrasto alle frodi, riscontrate nel contesto della cessione dei crediti, e la possibilità, per il soggetto cessionario, di utilizzare i crediti acquistati».
Su quale sia l’ammontare dei crediti fiscali incagliati, Giorgetti ha precisato che «l’Agenzia delle entrate conosce l’ammontare dei crediti, ma non è in grado di stabilire i motivi in base ai quali i contribuenti abbiano deciso volontariamente di mantenere i crediti nella propria disponibilità (ad esempio, ai fini del successivo utilizzo in compensazione tramite modello F24), oppure se non riescano a utilizzarli ovvero a cederli ad altri soggetti».
«I dati al momento in possesso dell’Agenzia per il periodo ottobre 2020-novembre 2022 mostrano» ha concluso il ministro «che l’ammontare dei crediti è pari complessivamente a 99,4 miliardi di euro di cui riferibili al Superbonus 52,1 miliardi e al bonus facciate 24,8 miliardi. Lascio a voi valutare quali interventi il governo avrebbe potuto adottare utilizzando tali risorse, quali ad esempio la riduzione complessiva del cuneo fiscale e previdenziale di circa 10 punti percentuali».








