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[L’intervento integrale] Gian Carlo Blangiardo (presidente ISTAT): «L’economia italiana cresce rapidamente e in breve tempo sarà più forte di prima del Covid»

“L’economia italiana è cresciuta in modo sostenuto nel secondo trimestre dell’anno”. Lo ha detto il presidente dell’Istat, Giancarlo Blangiardo, in audizione presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, sulla Nadef ricordando che “la versione dei conti nazionali trimestrali diffusa questa mattina, coerente con le nuove stime annuali pubblicate il 22 settembre, ha confermato il profilo congiunturale del Pil degli ultimi due trimestri, con la lieve crescita congiunturale nel primo (+0,2% la variazione a prezzi costanti) e una forte accelerazione dei ritmi produttivi nel secondo (+2,7%). La stima del tasso di crescita tendenziale ha subito una minima revisione, risultando pari al 17,2% nel secondo trimestre”.

“In presenza di una crescita acquisita per i primi due trimestri pari al 4,7%, – ha continuato il Presidente – i segnali positivi per il terzo trimestre rendono realizzabile il livello di crescita programmatica del 6,0% per l’anno corrente descritto nella Nadef”.

Sono due gli elementi che richiedono un forte impulso progettuale per assicurare il raggiungimento dello scenario delineato dalla Nadef, “e che sono del resto richiamati nel Piano Nazionale di ripresa e Resilienza (Pnrr): il rilancio degli investimenti e lo sviluppo del capitale umano. Lo si legge in una memoria dell’Istat sulla Nadef, depositata nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. E’ opportuno ricordare – si legge nel documento – come, in Italia, la quota di investimenti totali sul Pil abbia toccato nel 2020 il livello più basso (17,8%) tra i principali paesi europei, quattro punti percentuali in meno rispetto alla media dell’Area euro.

“Per l’anno 2022, – conclude Blangiardo – il quadro programmatico evidenzia un ulteriore impulso dell’attività economica (+4,7%) che permetterà di raggiungere i livelli pre-crisi del Pil, mentre il proseguimento della fase espansiva corrisponderebbe al superamento del trend pre-crisi nel 2023. La crescita nel 2024 è stimata all’1,9%, un valore decisamente superiore alla media del periodo 2000-2008 (+1,2%) e di quella del periodo 2010-2019 (+0,3%)”.

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