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Gabriele Buia (Presidente Ance): «Bene l’impegno del Governo a rivedere il Recovery Plan. La versione attuale manca di visione strategica»

Apprezzamento dell’Ance «per l’annunciato impegno del Governo a rivedere e riorganizzare il Recovery Plan, inquadrandolo nella prospettiva di un più ampio ”Progetto Paese”, con un orizzonte fissato almeno al 2030, incardinato sui principi della sostenibilità, della transizione verde e della digitalizzazione, di cui il Recovery Plan costituisce una prima fase attuativa». A esprimerlo è il Presidente dell’Associazione dei costruttori edili, Gabriele Buia, in audizione presso le commissioni riunite Bilancio e Politiche Ue del Senato.

«Con l’attuale impostazione, secondo le nostre stime, a fine 2026, avremo speso solo il 48% delle risorse per i cantieri. Occorre dunque cambiare in modo radicale questa impostazione immaginando due binari di intervento che dovranno correre parallelamente».

«Il primo dovrà sfruttare tutte le semplificazioni esistenti e gli snellimenti possibili per mettere a terra subito le risorse, aprire i cantieri e, sul fronte privato, far decollare il grande piano di efficientamento energetico e messa in sicurezza degli edifici previsto dal pacchetto degli interventi del Superbonus».

«Il Piano italiano, nella versione attuale, non offre alcuna garanzia che le risorse europee potranno essere spese nei tempi previsti, per fare le opere che servono al Paese, a cominciare dalla messa in sicurezza e dalla sostenibilità di territori e città, vera emergenza nazionale. Quello elaborato finora, infatti, è un Piano che manca di visione strategica: tanti titoli, pochissimi progetti pronti, nessuna vera semplificazione dei percorsi autorizzativi delle opere infrastrutturali».

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