«Vorremmo un mercato comune, ma siamo consapevoli che così come il debito pubblico non sparisce da un giorno all’altro, l’unità dei mercati è a oggi problematica». Lo ha detto Federico Freni, Sottosegretario al Mef, in occasione dell’evento “Il mercato italiano dei capitali: quale futuro?” in corso in questo momento a Milano presso l’Università Bocconi. «Non vogliamo un mercato piccolo, chiuso, incapace di reggere a determinati urti e tensioni. Non vogliamo un mercato così radicalmente diverso rispetto a quelli europei».
«Dobbiamo cercare di dare vigore a questi nostri mercati. Partendo dal lavoro fatto dal Mef, dal Libro Verde, ci siamo interrogati su quali potessero essere le soluzioni migliori e ci sono stati una serie di problemi sui quali abbiamo pensato di intervenire con un disegno di legge, immaginando di metter mano a tutti quei temi che appesantiscono l’andamento dei mercati dei capitali, e quindi mettere mano alla revisione della disciplina degli strumenti finanziari diffusi, che con gli anni è stata appesantita di fardelli che l’hanno snaturata», ha aggiunto.
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