In città “la sfida è partita alla fine di ottobre proprio da Roma, che concentra il 50% delle auto elettriche italiano ed è la metropoli più complessa e critica da elettrificare, nel senso degli ostacoli burocratici”.
Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera Motori, Francesco Venturini, a.d. di Enel X, aggiungendo che la società “ha il sapere e la tecnologia per realizzare in breve tempo un’infrastruttura adatta all’Italia. Abbiamo anche il denaro per farlo. Il passo lento e incostante ci è imposto dalla burocrazia. Il problema è che non esiste una normativa generale. E anche se tutti si dicono d’accordo, non appena si va a proporre la posa delle colonnine cominciano i distinguo e le difficoltà. I permessi da chiedere sono infiniti e non ci sono certezze di procedure. Così le opere rallentano e il traguardo si raggiunge accumulando enormi ritardi”.
“Per evitare che i tempi si allunghino abbiamo deciso di mettere nostri punti di ricarica su terreni privati, in aree strategiche. Partiremo da Roma, dove inaugureremo la prima stazione di servizio di Enel X per auto elettriche con infrastrutture di ricarica ultrarapide fino a 350 kW in grado di ricaricare la maggior parte delle vetture in meno di 15 minuti, dando la possibilità ai clienti di poter usufruire di un punto di ristoro nell’attesa del pieno di energia”, spiega.
“Due anni fa – continua – quando partì il progetto per elettrificare le strade italiane, scegliemmo di mettere colonnine in modo capillare nel Paese. E’ la “fase 1″ del piano e arriva fino al 2021. Dal 2018 abbiamo realizzato e messo in funzione colonnine a ricarica fast e quick, cioè fino a 50 kW. L’obiettivo era quello di creare un’infrastruttura essenziale, ma sufficiente per viaggiare senza grossi problemi. Ora è il momento di intervenire sugli assi principali della viabilità. Dopo le polemiche degli anni scorsi tra noi e i concessionari autostradali che hanno rallentato il processo, pare che tutto stia rientrando in traiettorie normali e si potrebbe partire”.
“Ora è aperta la questione del concessionario principale, aspettiamo che la vicenda si concluda e vedremo se il nuovo gestore investirà e con quale tempistica. Una colonnina da 300 kW, quella che sarà utilizzata, costa tra i 250 e i 300 mila euro: è tanto perché incide la distanza del sito dalla rete a cui ci si deve attaccare. Aspi (la concessionaria che attualmente fa capo ad Atlantia, della famiglia Benetton, ndr) ha varato un piano sperimentale per costruire una rete di 70 punti di ricarica e le prime colonnine autostradali saranno operative dalla fine di quest’anno”, conclude.








