La classe dirigente del Paese si confronta sulla Ripartenza - Rivedi i nostri Talk

Francesco Grillo (economista): «La semplificazione di cui ha disperato bisogno la PA passa da una modernizzazione della burocrazia»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

«Centoquindici volte viene citata la parola semplificazione nel Piano che Mario Draghi ha trasmesso venerdì scorso a Bruxelles affidandogli buona parte delle possibilità che l’Italia esca da una crisi lunghissima». Lo ricorda Francesco Grillo sul Messaggero a proposito della sfida epocale che riguarda la nostra PA.

«Cambiare l’amministrazione pubblica – scrive – significa portare nella modernità un Paese che ne è rimasto fuori trattenutovi da una burocrazia che si è congelata nelle sue forme. Al centro della riforma c’è il concetto di semplificazione e ciò per una ragione semplice: nei prossimi sei anni dovremo spendere circa 300 miliardi di euro che è la cifra che si raggiunge se ai 191 miliardi del Piano, aggiungiamo i programmi che lo affiancano (REACT EU e Fondo Complementare) e circa 80 miliardi di fondi strutturali destinati alle Regioni».

«Per riuscire nel miracolo di triplicare la velocità di una macchina quasi ferma, diventa quindi necessario liberarla di adempimenti inutili senza però compromettere la correttezza delle scelte. Non basta modificare, dunque, l’articolo di una legge per essere più semplici: bisogna trovare un equilibrio tra riuscire a dare regole più chiare in un Paese fragile e rendere il costo dell’adempimento minore».

«Il ventunesimo secolo sta per imporre un modello totalmente diverso: in un Paese competitivo e semplice, le imprese sono esentate dal certificare ciò che l’amministrazione già conosce (perché già dichiarato ad un altro ufficio o monitorato attraverso sensori) e sono tenute a chiedere autorizzazioni solo in poche, predefinite circostanze (senza dover necessariamente ricorrere ad un avvocato). È l’istituzione che informa su doveri e diritti nuovi ed è tenuta a rispondere in tempi perentori esauriti i quali la richiesta si dà per approvata».

«L’unico approccio che porta ad una semplificazione di cui abbiamo un disperato bisogno, comporta la rinuncia alla perenne illusione di cambiare tutto con una legge (riforma) e fa dell’amministrazione pubblica un cantiere nel quale si modernizzi con veloce gradualità una burocrazia rimasta nel secolo scorso».

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.