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Francesca Moriani, CEO Var Group: “Così ho costruito una big tech che punta a 1 miliardo di ricavi”

“Volevo lavorare in una multinazionale globale, poi sono tornata nell’azienda di famiglia e la multinazionale me la sono fatta in casa”.

Francesca Moriani dal 2014 è ceo di Var Group, la divisione di system integration del gruppo Sesa.

È una manager di seconda generazione, figlia del Giovanni Moriani che è stato l’ottavo dipendente della storica Sesa, azienda fondata da Paolo Castellacci nel 1973 per erogare servizi al distretto dell’area industriale di Empoli e che oggi a Piazza Affari vanta una capitalizzazione di 1,7 miliardi di euro, oltre 3 miliardi di ricavi e circa 6 mila dipendenti.

Nell’ecosistema Sesa, Var Group è il ramo d’azienda (nato da uno spin-off fatto nel 1998 con il nome di Computer Var) che si occupa di tutti gli aspetti legati alla digitalizzazione delle aziende clienti.

Obiettivo miliardo.

Dopo un’esperienza all’estero in Ibm a Dublino, Moriani è tornata in patria a lavorare nell’azienda che ormai era diventata di famiglia: dapprima in un’altra divisione della società e poi in Var Group, che ha fatto crescere fino a raggiungere 3.850 dipendenti in 14 Paesi del mondo, Italia compresa.

E anche a livello finanziario sono arrivate belle soddisfazioni.

“In attesa del bilancio consolidato”, racconta Moriani, “le previsioni per l’anno fiscale appena concluso lasciano ipotizzare un fatturato intorno agli 815 milioni, in crescita annua del 16%”.

Va ricordato infatti che l’anno fiscale di Sesa va da maggio ad aprile dell’anno successivo, e quindi è attualmente in corso l’esercizio 2025.

Ma la ceo ha obiettivi ambiziosi anche per i prossimi anni: “Per l’anno fiscale 2025 appena iniziato abbiamo un obiettivo di fatturato di 900 milioni, che nascono da un piano industriale che considera le singole anime del gruppo” E poi, nel 2027 “l’obiettivo è superare 1 miliardo di fatturato, nell’anno in cui compirò 50 anni”, dice Moriani.

Di recente Var Group, come anticipato da MF-Milano Finanza, ha avviato un processo di riorganizzazione che ha dato vita a Var Industries, unità di business che riunisce il ramo d’azienda dedicato allo sviluppo di software per l’industria manifatturiera e le controllate Tech Value, Cadlog e Pbu, acquisite tra il 2018 e il 2021.

“Si tratta di una riorganizzazione finalizzata a creare centri di eccellenza verticali sulle competenze che portiamo sul mercato”, spiega la manager.

Nel corso degli anni Var è stata protagonista sul mercato con una serie di acquisizioni, cui però non avevano ancora fatto seguito «percorsi di organizzazione per competenze: ora stiamo iniziando ad accorpare le aziende che abbiamo integrato in unità più vaste, anche perché il cliente chiede competenze specifiche ma anche una visione integrata delle piattaforme digitali”, aggiunge Moriani.

La leadership diffusa.

Per l’anno in corso il primo punto all’ordine del giorno dell’agenda di Moriani è l’evoluzione del modello organizzativo del gruppo, seguendo un percorso che “ci porterà a un modello di leadership diffusa nel quale le persone saranno sempre più autonome e avranno sempre più in mano la leva del cambiamento con maggiori spazi di responsabilità”.

Se il modello, per ora sperimentale, funzionerà Moriani ipotizza che si possa arrivare a un punto in cui “le persone potranno autodeterminare ogni aspetto del loro lavoro, compresi retribuzione e ferie”.

Il tutto, va da sé, in un ambito “di trasparenza e responsabilità del singolo”.

Crescita internazionale.

Come secondo punto Moriani vuole “continuare il processo di internazionalizzazione, con focus sull’Europa”.

In particolare, aggiunge la manager, l’azienda vuole “proseguire la crescita dove siamo già forti, quindi in Spagna e Germania, e guardare ad altri Paesi, Svizzera in primis”.

E poi c’è un aspetto che riguarda l’investimento “in competenze, anche tramite operazioni di m&a che noi chiamiamo di business combination, perché sono legate a logiche industriali e non finanziarie”.

Queste operazioni di business combination potranno essere fatte sia in Italia sia all’estero, seguendo le logiche che sono da sempre nel dna di Var e della capogruppo Sesa.

“La stella polare”, ricorda Moriani, “è l’espansione in termini di competenza.

Tutte le nostre business unit hanno un piano di espansione internazionale, e quindi è possibile pensare ad acquisizioni anche fuori dai confini dell’Italia”.

Per esempio, conclude la manager, “in ambito cybersecurity la nostra Yarix ha fatto integrazioni in Spagna e Germania”.

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